Mancini: qualche motivo per sorridere

Tutti i riflettori erano puntati su di noi. Si sapeva benissimo che in caso di magra, i giornali ci avrebbero fatto a pezzi e avrebbero demolito Roberto Mancini. Quanto al primo fattore, ci hanno già pensato, facendo leva su ogni singolo episodio per contestare la nostra vittoria, mentre per il secondo dovranno aspettare. Infatti, nonostante qualche quotidiano abbia messo a più riprese in dubbio la trasparenza della nostra prima gioia stagionale, dovranno arrendersi a quella che è  l’inconfutabile realtà: Inter-Atalanta 1-0.

I nostri, pur non giocando una partita eccezionale, hanno saputo offrire interessanti spunti di riflessione, in una partita scorbutica, in cui l’Atalanta ha opposto una pervicace resistenza. Andando con ordine, il primo dato positivo è quello riguardante la difesa. Il reparto più bistrattato di questi ultimi anni, non ha registrato sbavature. Buon lavoro sugli esterni, da parte di Santon e Juan Jesus, che sono andati al cross e talvolta anche al tiro in diverse occasioni, specialmente con il numero ventuno, che ha sfiorato il gol con un bel destro da fuori area, ben neutralizzato da Sportiello. Ottima invece la prova offerta dai centrali Miranda e Murillo, con chiusure puntuali.

Un altro reparto messo molto spesso sott’accusa è stato il centrocampo. Disposto a rombo a inizio gara, ha visto Gnoukouri vertice basso, Medel e Kondogbia, rispettivamente interni di destra e sinistra, con Marcelo Brozović nel ruolo di trequartista. Tutti promossi ad eccezione di Gnoukouri, che ha ancora bisogno di tempo per familiarizzare con partite di un certo livello. Kondogbia invece, ha mostrato subito ottimi numeri, con facilità di palleggio, dribbling e buona distribuzione di palloni per i compagni. Il giocatore francese fino alla rete di Jovetić, era stato uno dei più pericolosi dei suoi, con un paio di tiri davvero insidiosi. Buona prova anche per Medel, con il solito compito di recuperare più palloni possibili. Brozović ha giocato bene, salvo poi spegnersi con il passare dei minuti.

L’attacco invece, con il solito macinatore di chilometri Palacio, ha cercato in ogni modo di rendersi pericoloso, finché il lavoro del duo d’attacco è stato premiato dal gran gol del nostro nuovo numero dieci Jovetić.

Mancini può essere soddisfatto, anche se c’è ancora da lavorare. Per intanto, siamo davanti a Juventus e Milan, cosa che non accadeva da tempo immemore.