Mazzarri e la garanzia del codice “M”

Casualità, luoghi comuni, stupide superstizioni per creduloni troppo distanti dal concetto di empirismo. Eppure, cose simili riescono sempre ad evocare qualcosa di speciale, sogni che di colpo riempiono la nostra testa, rischiando di entrare in conflitto con qualche regione più concreta del nostro cervello.

L’Inter degli ultimi anni ha vinto con due tecnici dal carisma impeccabile: Mancini e Mourinho, cognomi pesanti, rispettivamente divenuti M1 ed M2. A distanza di qualche anno e con un’Inter da rifondare, torna sulla panchina nerazzurra un’altra “M”, questa volta è quella di Walter Mazzarri. “M3″ dunque, insulsa ripetitività di una semplice lettera che però, almeno in ambito nerazzurro, ricopre un’importanza cruciale. Chiamatelo pure codice “M”, sarà una stupida credenza, ma a noi piace.