Mancini ha le sue colpe?

Inter ko in casa contro la Lazio e corsa Scudetto che resta apertissima. Non certo il Natale che Roberto Mancini si sarebbe augurato. Ma proprio il tecnico jesino finisce inevitabilmente sul banco degli imputati, con alcune scelte tattiche e di formazione che non hanno pienamente convinto.

Il 4-2-3-1 mandato in campo dall’allenatore nerazzurro lascia perplessi concettualmente e nelle scelte degli uomini, con la 18ª formazione diversa su 18 partite finora disputate in campionato. Davanti alla difesa hanno giocato il brasiliano Felipe Melo e il cileno Gary Medel, due mediani prevalentemente difensivi che danno il meglio di sé quando si difende e si deve recuperar palla piuttosto che quando si deve impostare l’azione e costruire gioco.

Una capolista di Serie A giocare con due mediani difensivi non si era vista nemmeno negli Anni 60′, quando spopolavano i vari Tagnin, Furino e Benetti e si praticava un tipo di calcio definito all’italiana. Eppure Mancini l’ha fatto, lasciando fuori tanta qualità, visto che i vari Brozovic, in gran forma e trascinatore dei nerazzurri nell’ultimo mese, Kondogbia (pagato la scorsa estate ben 35 milioni di euro per strapparlo al Monaco e sbaragliare la concorrenza del Milan) e Lljajic si sono dovuti accomodare inizialmente in panchina.

Il risultato è stata una squadra che a fronte di un dominio nel possesso palla (ben il 64,7%) è risultata incapace di creare gioco. Il tandem della mediana, protagonista in negativo della serata nerazzurra, ha sbagliato complessivamente 23 passaggi: 13 errori per Medel su 80 passaggi effettuati, 10 quelli di Felipe Melo su 77 appoggi.