Mancini disegna la nuova Inter: 9 gol in tre gare a San Siro e con il 4-2-3-1…

Questa volta ha ragione Mancini; per la terza volta in una settimana cambia formazione e modulo di gioco ma, nonostante qualche rischio, prevedibile quando schieri 4 attaccanti, il reparto avanzato risponde presente e per la terza gara consecutiva al Meazza, compresa la juve in coppa Italia, segna 3 volte e nelle esultanze di questo match entrano sempre i 4 d’attacco, come realizzatori o rifinitori.

Perché stavolta l’allenatore disegna un 4-2-3-1 senza danneggiare l’identità di squadra, dato che finora raramente era stata trovata. Anzi confonde il Palermo con le giravolte sulla trequarti, dove Palacio e Ljajic si cambiano continuamente la posizione e si rallegrano della muraglia di cartone umidiccio che devono trapassare: basterebbe un dito per forarla, loro usano i triangoli larghi o la fuga palla al piede, tanto nessuno disturba, vedi l’1-0 del serbo.

L’Inter non ha necessità di giocare soltanto largo, dove l’unica ala vera è Perisic, ma può scegliere come entrare: il Palermo difende a cinque senza il minimo di elasticità e davanti all’ultima linea è abbastanza semplice saltare le tagliole arrugginite di Maresca. Comunque visto che gli esterni devono essere sollecitati, dopo la figurona (con eliminazione) contro la Juve, è da destra che spunta il servizio per il raddoppio di Icardi e il tris di Perisic.

FONTEfcinter1908.it