Mancini deluso: Kovacic bocciato in regia

Il talento è difficilmente discutibile, ma il problema si presenta puntualmente e nella stessa forma con scadenza settimanale: qual è la giusta collocazione tattica di Mateo Kovacic? L’interrogativo relativo al giusto impiego del croato tormenta e confonde anche Roberto Mancini, spesso infastidito dall’obbligo di dover confinare le qualità del numero dieci in un solo ruolo, quello di interno di centrocampo.

REGISTA NO – Nei primi mesi dell’esperienza nerazzurra, sotto la guida tecnica di Andrea Stramaccioni, Kovacic si è disimpegnato abbastanza bene anche da regista, ruolo che Roberto Mancini ha cercato nuovamente di cucirgli addosso (con scarsi risultati) nel corso di questo ritiro estivo. La cabina di regia della squadra nerazzurra ha messo in evidenza pregi e difetti del croato, da sempre poco propenso a disfarsi rapidamente del pallone. Lacuna che in quella zona di campo può esporre l’intera squadra ad eccessivi rischi. Le amichevoli contro Bayern e Real hanno dato conferma della scarsa attitudine di Kovacic a presentarsi come leader di centrocampo, il numero dieci si estranea spesso dalla manovra, dimostrando di avere un’interpretazione (sbagliata) tutta sua del ruolo. Mancini lo ha bocciato senza riserve, prova ne sia che il tecnico jesino non ha mai insistito con perseveranza sul nuovo ruolo che Mateo Kovacic avrebbe dovuto interpretare. Per il croato mai una partita iniziata e finita da regista, ma continue dislocazioni tattiche alla ricerca della migliore posizione sul rettangolo di gioco. Non c’è feeling tra l’ex Dinamo Zagabria e Roberto Mancini, che continua a conservare incertezze sulla reale utilità di Kovacic, troppo approssimativo – secondo il tecnico nerazzurro – anche quando impiegato da interno di centrocampo, dato che non garantisce con costanza il giusto equilibrio in fase di ripiegamento.

TALENTO IN USCITA? – Un rapporto che tarda a decollare quello tra Mancini e Kovacic e che potrebbe presto spingere il numero dieci a cambiare aria. Tanto dipenderà dal minutaggio che il tecnico jesino metterà a disposizione del centrocampista da qui a gennaio, ma la sensazione è che il talentino croato sia atteso da tempi tutt’altro che semplici e a gennaio potrebbe ripresentarsi ancora una volta lo stesso problema: qual è la giusta collocazione tattica di Kovacic? Chissà che non vada a ricercarla altrove.