L’Ulisse partito da lontano

La scorsa notte ho fatto un sogno. Nella mia testa si intrecciano le storie di due “eroi”, uno greco, l’altro argentino. L’associazione sembra assurda? Invece no!

Il giorno 12 Giugno del non recente 1979 nacque un bimbo chiamato Diego Alberto, figlio di un certo Jorge Milito. Questo ragazzetto di periferia aveva un unico sogno, quello di fare il calciatore.  Da qui, la storia del giovane Diego va via via sviluppandosi in parallelo con l’altra storia; quella del personaggio epico, protagonista dell’Odissea, Ulisse. Difatti, come l’eroe greco lasciò sua moglie, suo figlio e la sua terra Itaca per partire per un lungo viaggio di conquiste e battaglie, così Diego Milito partì, lasciando la sua terra, l’Argentina, la sua famiglia e la sua squadra del cuore in cui aveva fino ad allora militato, il Racing di Avellaneda, alla conquista dell’Europa. I due uomini nelle loro parallele storie, si ritrovarono ad affrontare varie imprese!

Diego Alberto Milito arrivò in Europa ancora giovane, aveva 25 anni e la sua prima tappa fu Genova, un’antica città marinara con una grande tradizione calcistica, sponda rosso-blu. Qui tra varie difficoltà gioca 2 campionati di serie B, e dopo 59 presenze e 33 gol viene venduto in Spagna, al Real Saragozza e, dopo una parentesi  di 3 anni spagnola, torna in Italia, sempre Genova, sempre sponda rosso-blu.  Qui ci resta per un altro anno fino a quando un certo Josè Mourinho, forse anch’egli una divinità, accortosi del suo valore lo porta con sé a Milano, per vestirlo di Nero e di Azzurro. Di lì a poco, Diego a suon di gol e di sudore vince varie battaglie, onora la maglia, sputa sangue per la sua squadra e, incoronato dai tifosi stessi “Principe nerazzurro”, porta la F.C. Internazionale sul tetto prima di Europa e poi del Mondo nel 2010.

In questi anni lontani da casa, Diego il principe Milito si guadagna la fiducia, l’amore e il rispetto di tutti, nerazzurri e non. Dopo 4 anni dalla grande guerra vinta, succede che però il Principe, nonostante l’enorme l’affetto che riceve, come appunto Ulisse, senta il richiamo della sua terra, delle sue radici, del suo grande amore. Così, dopo 10 anni dalla sua partenza decide di ritornare in patria, e di riconquistare il suo posto. Il Principe, carico di stima e gratitudine dei tifosi di mezza Europa, ritorna in patria, per terminare quel viaggio iniziato ben 10 anni prima. Ad attenderlo non sua moglie, ma la sua squadra del cuore, il Racing. Allo stesso modo, l’eroe omerico dopo varie peripezie durate (guarda il caso) 10 anni, decide di fare ritorno a casa, dalla sua amata moglie.

Penelope, sposa orfana del suo eroe, aveva ben custodito l’amore e il trono per il marito; il Racing, anch’essa orfana del suo campione, aveva ben custodito e conservato amore e quella maglia numero 22 tanto cara al suo Principe. Questo, ricambia portandola all’altare e facendola incoronare, ben 13 anni dopo, Campione d’Argentina. Ed è così che Diego, come Ulisse, legati dall’amore per la propria terra tornano e riconquistano il cuore di coloro che avevano lasciato molti anni prima. Ecco la dolce storia di Diego Alberto Milito, un “Ulisse” partito da molto lontano che alla fine della sua carriera corona il sogno: quello di ricongiungere il suo cuore con quello del suo primo amore… argentino.