Longo, Icardi, Kovacic: la nuova Inter è in costruzione

Lavori in corso è questo il cartello che dovrebbe essere affisso ai cancelli della Pinetina. A poche partite dalla fine del campionato di serie A, solitamente si fanno bilanci, ma l’Inter quest’anno è stata continuamente sotto esame, ed i risultati – purtroppo – parlano da soli. Alla vigilia della 33a giornata di campionato, e della sfida di San Siro con il Parma, i nerazzurri si trovano al settimo posto in classifica, con la settima peggior difesa – insieme a Palermo e Torino – e un numero infinito di infortunati di più o meno lungo corso, l’ultimo, Guarìn porta il numero degli indisponibili a 25. Si ha l’impressione, vista anche la partita di Coppa Italia con la Roma, che quest’Inter, non abbia più le energie fisiche e mentali per opporsi alla sfortuna e agli episodi. Nella seconda stagione consecutiva con zero titoli, l’unica cosa certa, è che c’è bisogno davvero, della rifondazione di cui si è tanto parlato, un progetto che va da qui a quattro o cinque anni, dove è possibile – anche se il primo termine che mi era venuto in mente era “probabile”che l’Inter non vinca nulla. Non si possono fare spese folli, questo è ormai chiaro. Mi dispiace spegnere i sogni di quelli che davvero hanno creduto di poter vedere Alexis Sanchez o Gareth Bale con la maglia nerazzurra il prossimo anno, ma l’eventuale – a questo punto possibile anche questa – mancata qualificazione all’Europa League, porterebbe un danno economico alle casse dell’Inter che probabilmente porterà ad un ulteriore ridimensionamento degli obiettivi, e finalmente, forse alla partenza del vero progetto di valorizzazione dei giovani. Poche le certezze Handanovic, Kovacic, Palacio, Juan Jesus la base su cui ricostruire. Guarìn sembra essere l’unico ad avere mercato. Milito se dovesse restare, non può essere il titolare, e siamo certi che Icardi sia il giusto rimpiazzo? O forse sarebbe meglio puntare su Longo. Stankovic e Samuel vanno verso il ritiro, mentre a Cambiasso probabilmente sarà proposto di spalmare l’ingaggio, l’impressione è che se l’argentino non dovesse accettare non saranno in molti ad insistere per trattenerlo. Le fasce sono da rifare, ormai sembra fatta per l’ingaggio di Campagnaro anche se non è certo uno su cui si può progettare qualcosa. Cassano forse partirà, piace Diamanti. A giorni si parlerà con il Napoli di Gargano e un nome nuovo per il centrocampo è quello di Kondogbia del Siviglia.