Lo Stadio sponsorizzato sarebbe una miniera d’oro per Inter e Milan

Sempre in fatto di stadio, la Gazzetta dello Sport prende spunto da uno studio della società specializzata Duff&Phelps e spiega come un introito interessante per i club per incassare sarebbe quello di chiamare l’impianto con il nome di uno sponsor. “Secondo lo studio, il 73% dei club «non valorizza i propri flussi di reddito al massimo del loro potenziale, riteniamo che sia possibile generare entrate significative assicurandosi accordi di sponsorizzazione degli stadi». In cima alla classifica della stima dei naming rights ci sono Barcellona e Real Madrid, dominatori della Liga spagnola e del calcio europeo. I diritti di denominazione, secondo lo studio, varrebbero per entrambi 36,5 milioni di euro all’anno. Seguono i due club di Manchester: lo United con una stima di 30,5 milioni e il City con 25 milioni; al quinto posto una tedesca, il Bayern Monaco che si ferma a 20,4 milioni. La prima società italiana è come prevedibile la Juventus, ma la troviamo al decimo posto – nonostante sia già proprietaria di un impianto sponsorizzato – con introiti potenziali di 18 milioni a stagione, contro i 6,25 derivanti dall’attuale contratto che scadrà nel 2023. Seguono Inter e Milan (quattro posizioni dopo): i naming rights potenziali valgono per entrambe 9,2 milioni, cifra che lieviterebbe con la realizzazione del nuovo San Siro”.

“Una doppia potenzialità, quella dei club e quella di Milano, finora inespressa – spiega Massimo Campioli, Cfo di M-I Stadio -. È necessaria l’autorizzazione del Comune per sfruttare il nome di San Siro e bisogna trovare uno sponsor che vada bene sia all’Inter che al Milan, senza essere in conflitto con quelli che hanno già. Cosa non semplice: è una delle poche ragioni per cui avere due stadi avrebbe un senso”.