Ljajic: “Da perfetti a scarsi? Solo un calo. Ruolo, la penso così”

Adem Ljajic è il protagonista della puntata odierna di Inter Nos. L’attaccante serbo, arrivato in estate in prestito dalla Roma, si racconterà ai microfoni di Inter Channel:

Come l’hai presa quando ti hanno chiesto di venire all’Inter?
“Me lo ha chiesto il mio procuratore negli ultimi giorni, poi abbiamo discusso e sono arrivato all’ultimo giorno. Era una grande occasione, l’Inter è una grande squadra e sono contento di essere qui. A Roma stavo molto bene, non era facile lasciare i giallorossi ma il nostro lavoro è così. Ho avuto questo opportunità e l’ho colta al volo”.

Come ti trovi coi compagni?
“Siamo un ottimo gruppo, mi trovo benissimo, davvero siamo come una grande famiglia. Anche nella Fiorentina eravamo tanti slavi come qua”.  

In quale ruolo e modulo prefeirsci giocare?
“Non dipende dal modulo, ma dai giocatori, dalla voglia, dalla prestazione e dalla testa con cui si scende in campo. I moduli portano qualcosa, ma dipende sempre da te. Il mio ruolo da bambino era dietro alle punte, quando sono venuto in Italia ho giocato spesso a sinistra dove mi trovo bene. Posso giocare anche a destra o a centrocampo, l’ho fatto e mi riesco ad adattare. Forse il mio vero ruolo è trequartista o a sinistra. Giocare a centrocampo non è strano per me, io non ho paura a giocare la palla. Magari quando invecchi mi arretrano…

Perché la maglia 22?
“E’ il mio numero preferito, lo avevo al Partizan e lo aveva il mio idolo che era Ilic. L’ho sempre voluto e non l’ho mai lasciato, poi mi piaceva anche Kakà e anche lui aveva il 22”.

Ti ricordi della guerra?
“Ero piccolo, ricordo le bombe americane nel 1998. Era davvero una brutta situazione. Ora è passato, ma qualcosa rimane sempre dentro. Mi ricordo le sirene alla fine dell’allenamento e dovevamo scappare a casa”.

Cosa pensi dell’Inter del Triplete?
“Mi ricordo una grande squadra, davvero fortissima. Giocavano molto forte, tornavano tutti ad aiutare in difesa, Eto’o, Pandev e poi Milito faceva la differenza. Ora noi dobbiamo cercare di fare la nostra storia. Guardiamo ogni minimo dettaglio degli avversari e proviamo a metterli in difficoltà. Contro di noi spesso giocano diversamente le squadre, si chiudono di più. Seculin lo conosco molto bene, ieri ha fatto una grande partita”. 

Come vivi il rapporto coi tifosi?
“Ho un rapporto come tutti i miei compagni, io li rispetto, senza di loro il calcio non esisterebbe. Spero che ci siano sempre ogni domenica, tifano questa maglia e noi proviamo a farli felici”. 

Che rapporto hai col Mancio? Cosa ti dice sui corner?
“Calciamo in due tre gli angoli: io, Alex (Telles), Brozovic ed Eder. Spesso andiamo in due e decidiamo cosa fare. Io li batto da parecchio tempo, non è una novità. Ci sono dei momenti che sei stanco e vai dall’altra parte del campo per battere e non è semplice ma devi rimanere concentrato”. 

Vorresti rimanere all’Inter a fine stagione?
“Io sì, lo spero tanto ma è presto. Devo giocare bene, poi decidono i dirigenti dell’inter. A me fa piacere rimanere qua e spero che troveremo un accordo per restare. 

Come vedi il momento dell’Inter?
“Ci sono momento di calo. Noi finora non lo avevamo avuto. La Juve all’inizio, il Napoli lo ha avuto e ora è toccato a noi. Dobbiamo continuare a lavorare e cercare sempre la vittoria. Prima dicevano tutti Inter perfetta, ora siamo scarsi. Con la vittoria col Chievo ripartiamo e possiamo fare molto bene”.

Meglio segnare o fare assist?
“Preferisco fare gli assist. Tipo a Bologna o col Frosinone per Icardi sono stati una cosa molto bella, mi ha fatto grande piacere. Dare quelle palle che l’attaccante deve solo mandare in rete è bellissimo”. 

Hai vissuto a Firenze, Roma e Milano, cosa ti piace?
“A Firenze 3 anni e mezzo bellissimi. Una città che mi piace molto e penso di tornarci un giorno. Roma splendida, ma è diversa dalla altre, c’è tanto traffico. Per andare a cena con gli amici stavo un’ora in macchina. Milano è molto viva, sono tutte e tre molto belle. Firenze e Milano in giro ti lasciano più tranquillo, a Roma è più difficile stare in giro. A Firenze mi piacevano i crostini di fegato, a Roma andavo sempre in un ristorante a mangiare la carne, qua vicino a casa mia mangio bene c’è un bel locale”. 

Qualche passione al di là del calcio?
“Mi piace guardare il basket, da piccolo giocavo ed ero anche bravo. Guardo tantissimo l’NBA. Poi con i miei amici gioco alla Playstation. Musica? Ascolto quella serba”. 

Cosa ti manca del tuo paese? La famiglia?
“Non sono con me, ma vengono spesso. Mi manca la famiglia quando non sono qua, gli amici, la nostra cultura che è diversa da quella italiana. Quando il mister dà due tre giorni liberi vado a trovare gli amici”. 

Cosa si prova a scendere in campo con San Siro pieno?
“E’ una cosa incredibile, difficile da spiegare si deve vivere. E’ una delle cose più belle che ti può capitare. Chi non lo ha sempre lo può soffrire. Ricordo quando ero a Firenze e venivo a giocare a Milano o a Roma, c’era un altro ambiente. Giocare con la maglia dell’Inter il derby, è splendido. Vedere tutta quella gente ti lascia a bocca aperta. Cori per me? Non lo so…”

Gara trappola col Verona?
“Dobbiamo prepararla bene,sarà molto dura. Sono in crisi ma hanno vinto l’ultima partita e giocare da loro non è facile. Sono ultimi ma non vuol dire nulla, dobbiamo rimanere concentrati e andare in campo con intensità come ieri e vincere. Poi Firenze, ma prima Verona. Ringrazio tutti i tifosi”. 

FONTEfcinter1908.it