Lite Strama-Cassano: scuse accettate?

Come in tutte le battaglie, prima la scintilla che scatena l’inferno, poi la battaglia ed infine l’armistizio; esattamente quanto successo nello spogliatoio dell‘Inter.
I protagonisti, Cassano e Stramaccioni, l’allievo ed il maestro, anche se a conti fatti, dalla vicenda non sembra emergere nessun dotto, ne alcun seguace. Sembra tuttavia, che a forzare di più i toni sia stato il talentuoso barese.
Inutile argomentare la faccenda con eccessiva rettitudine, non facciamone una questione d’età e di ruoli tra mister e giocatore, (anche se questo dovrebbe già bastare nell’indicare il giusto approccio comportamentale) parliamo più in generale di rispetto, dovrebbe essere questa la parola chiave da utilizzare in tutte le dinamiche lavorative (e non solo). Perché di lavoro si tratta, anche se privi dell’onere di timbrare il cartellino a fine serata.

cassano stramaccioniE se la parola chiave dovrebbe essere “rispetto”, la parola passepartout  del giorno, invece, é senza dubbio: “scusa“, pronunciata stamattina da Cassano e riferita non solo a Stramaccioni ma a estesa anche al resto della squadra.  Pare che tutto sia nato da un’infelice e poco ironica frase rivolta da fantantonio al fumantino tecnico romano:” ok possiamo andare, Mourinho ha rotto le righe” avrebbe affermato in modo provocatorio il barese, esibendosi volontariamente in un fastidiosissimo scambio di persona (tra l’altro pare proprio il nome di Mourinho, faccia fatica a smettere di echeggiare tra le mura di Appiano) fortunatamente, pare che tutto sia rientrato oggi stesso, proprio grazie all’ammissione di responsabilita del fantasista.

Moratti, che si comporta da paciere o, se vogliamo, da riferimento super partes, giustamentesi dispiace più per il concretizzarsi del fatto in se che per la fuga di notizie avvenuta dallo spogliatoio. Così facendo placa animi e giornalisti.

Io resto del parere che i panni sporchi si debbano lavare in casa propria e che i vicini non debbano avere appigli che non escano dal campo di gioco. Non vi pare?

 

Stefania Cattaneo