L’Inter non svende Pazzini

“Giampaolo, tranquillo. Per agosto ti portiamo a Torino”. Questo l’ipotizzabile contenuto della telefonata che ci sarebbe stata (condizionale d’obbligo, ma le conferme ci sono e le smentite no) tra Beppe Marotta, d.g. della Juventus, e Giampaolo Pazzini. Una telefonata per tranquillizzare il Pazzo, perché la Juventus lo vuole davvero e Conte lo stima tantissimo. Specialmente se Matri dovesse andare al Milan, la casella sarebbe libera per Giampaolo. Che intanto continua a rifiutare destinazioni estere, seppur le offerte all’Inter fossero economicamente molto ghiotte. In principio fu la Lokomotiv Mosca, poi il Werder Brema, quindi il Wolfsburg. Niente. Pazzini dice no, aspetta la Juventus. Almeno finché c’è il minimo spiraglio.

E quella mossa sul palco di Pinzolo sembrava studiata a tavolino. Inutile accusare l’Inter, in quel caso: non farlo parlare o tenerlo lontano dal palco avrebbe avuto gli stessi effetti. Si contava sulla serietà di Pazzini. E invece, il Pazzo ha tradito col sorriso. Oltre al danno, la beffa: pure il sostegno popolare, perché i tifosi erano ignari di cosa ci fosse dietro. Adesso la Juventus fa sul serio, aspetta – come detto – perché prima deve vendere Matri e poi può passare ai fatti. Cosa manca?

C’è una certa Inter con cui dover parlare, trattare, cercare un accordo. Perché sembra quasi che Pazzini possa essere bianconero in qualsiasi momento. In realtà, da Torino deve arrivare ancora una proposta seria. E in Corso Vittorio Emanuele non hanno assolutamente intenzione di fare sconti a chi continua a giocare sui dispetti (vedi Lucio). Per cui, niente corsie preferenziali. Anzi, pretese importanti. Anche perché di regali a Pazzini non è proprio il caso di farne: dal presidente Moratti alla dirigenza, nessuno ha gradito lo sfogo in Val Rendena. Ancor meno Stramaccioni, che con la società ormai ha deciso di esiliarlo anche dalle partitelle amichevoli pre-stagionali.

Se la Juventus vuole prenderlo, e il Pazzo vuol salutare, allora che venga pagato fino all’ultimo centesimo. Perché l’Inter non ha bisogno di chiudere in fretta, avendo Samuele Longo tra le mani. Male che vada, ci sarà lui a fare da vice-Milito. Senza sfoghi in piazza e senza rifiuti eccellenti. Questione di scelte. Come quella di Piero Ausilio, che quando vide proprio il giovane Samuele, lo soffiò alla Juventus. Adesso, se da Torino vogliono Pazzini, che lo prendano. Ma pagandolo quello che vale. Fino all’ultimo centesimo…

Fonte: Fcinternews.it