L’Inter ha deciso: Milito se ne andrà

Rodrigo Palacio, poi il rinnovo di Andrea Stramaccioni e l’avvicendamento tra Ernesto Paolillo e Marco Fassone. Ma, per il resto, il mercato interista sembra vivere d’attesa. Un’attesa che, contrariamente all’anno scorso, sembra essere la classica calma prima della tempesta. I tifosi nerazzurri possono stare tranquilli. Massimo Moratti ha ritrovato l’entusiasmo grazie alla grinta di un giovane allenatore dalle idee chiare, un tipo che sa benissimo cosa chiedere al proprio presidente in vista della prossima stagione. E, proprio per questo, il silenzio degli ultimi giorni lascia intendere che le grandi manovre sono partite.

UNA NUOVA STRATEGIA – La costruzione di un edificio di valore molte volte può partire da una rinuncia, dal sacrificio di certezze che sino a qualche tempo fa sembravano imprescindibili. Bene, i dirigenti nerazzurri hanno completamente cambiato strategia rispetto agli ultimi due anni, quando le scelte sono state dettate in parte dal contenimento dei costi e dalla conferma del nucleo vincente (2010) e poi dalla necessità di vendere senza troppa convinzione nella ricostruzione (2011). Le cose sono cambiate grazie a Stramaccioni, un tecnico nel quale Moratti ha scommesso forte sin dai giorni della Next Generation Series. Ma la necessità di far ripartire l’Inter non può prescindere dal temuto fair play finanziario. Per questo, Moratti e i suoi sembrano essere arrivati alla giusta via di mezzo: “pars destruens” e “pars construens”. Distruggere qualcosa per far rifiorire la Beneamata.

MILITO IL SACRIFICATO – Nei giorni scorsi qualche indizio c’è già stato. La prima fase dovrà per forza di cose coincidere con un taglio netto del monte ingaggi. Motivo per cui anche alcuni eroi delle ultime stagioni potrebbero essere costretti a salutare Appiano Gentile. Il sondaggio di qualche giorno fa per Samir Handanovic ha fatto capire chiaramente che Julio Cesar in caso di offerte interessanti partirà, mentre Lucio è in trattativa con il Fenerbahce e nessuno muoverà un dito per trattenerlo. Nelle ultime ore, però, alcune indiscrezioni provenienti dal clan nerazzurro hanno svelato quello che sarà il vero e proprio colpo di scena in uscita. Il sacrificato di lusso sarà Diego Milito, l’eroe del “triplete” che nei primi cinque mesi del 2012 ha ritrovato la forma degli anni migliori, eguagliando il proprio record stagionale di marcature in campionato (24, 26 complessive). I dirigenti interisti stanno valutando le offerte giunte anche negli ultimi mesi per l’argentino, con il PSG che ovviamente è in pole-position, specie dopo aver mancato l’aggancio a Ibrahimovic. Ma già qualche giorno fa in Turchia si era speculato molto sull’interesse del Galatasaray per l’attaccante. Un sacrificio doloroso, vero. Ma anche il taglio di un contratto da 4,5 milioni di euro a stagione (sino al 2014, esattamente come Julio Cesar).

COME NEL 2009 CON IBRA? – Andarsene sul più bello. Questo accadde a Zlatan Ibrahimovic nell’estate del 2009. Un addio dolorosissimo e dopo il primo anno da capocannoniere dello svedese. Eppure tutti sappiamo come andò a finire, con il trionfo di Madrid nonostante quella cessione eccellente. Perché vendere un giocatore quando è all’apice è sempre la cosa giusta in termini prettamente economici. Ora lo scenario sembra ripetersi, aggiungendo che Milito a 33 anni molto difficilmente potrà continuare a lungo con certe medie realizzative. Venderlo ora che si può ancora monetizzare qualcosa ha senso eccome. E’ il primo tassello di una nuova strategia che avrà nei volti freschi di Mattia Destro e compagnia cantante il punto di svolta. Di certo non sarà come nel 2011 con Samuel Eto’o. Lasciato sì partire dopo la migliore stagione in carriera, ma soltanto sul finire del mercato e con pochi giorni a disposizione per trovarne il sostituto. La storia, evidentemente, ha ancora una volta insegnato qualcosa

Fonte: eurosport.yahoo.com