L’Inter come Dorian Grey

Non avrei mai pensato di dirlo: benvenuta pausa di campionato. Il mio è l’umore di chi, come altri migliaia di tifosi nerazzurri, non ne può più di come stanno andando le cose. Domenica sera a Genova si è caduti nel ridicolo. Siamo stati capaci di perdere una partita dominata. Resoconto: 70% di possesso palla, una traversa, due rigori non concessi e 0-1, con gran gol di Eder, risultato finale. Fate voi.

Con 10 giornate ancora da giocare e “zero” obiettivi a portata di mano, l’equinozio di primavera segna la “fine” della nostra stagione. Per l’ennesimo anno il tifoso nerazzurro non vede l’ora che finisca il campionato, in modo tale da resettare tutto e ricominciare una stagione nel quale, si spera, si possa fare molto meglio. Mancini e fortuna sono chiamati a rapporto per la stagione 2015-16.

Partiamo dal primo. Ok i “soli” 4 mesi di lavoro sul campo, ok la squadra non adatta alle idee tattiche del tecnico di Jesi, ok gli errori dei giocatori che vanificano ogni volta tutto il lavoro fatto in settimana, ma dal Mancio ci si aspettava di più. Questa è una cosa inequivocabile. I risultati sono sempre più negativi, e la possibilità che questo gruppo di giocatori si abitui alla sconfitta non fa dormire sonni tranquilli al tifoso nerazzurro. Ormai si vive da 4 anni nella mediocrità e sembra che solo appunto il tifoso si ricordi che questo club vale molto più che un 5-6 posto. Bisogna cambiare marcia, assolutamente.

Secondo fattore: la fortuna, anzi nel nostro caso, la sfortuna. Guardare la partita contro la Samp è stato straziante. Tanto possesso palla a centrocampo, difesa alta, tanto movimento, ma anche tanta tanta sfortuna. Tanto che la mia personalissima convinzione è una: stiamo pagando i troppi e splendidi successi ottenuti nel quinquennio 2006-2011. Non ci può essere altra ragione di cotanta sfortuna. E’ come se Mou, come Dorian Gray di Oscar Wilde, avesse venduto l’anima al diavolo in cambio di anni fantastici e ora stiamo pagando, ancora. Sperando che la ruota giri e che il fato torni a sorriderci, non ci resta che continuare, chi allo stadio chi da casa, a supportare la Beneamata.

Intanto, oggi si scrive la parola fine a Calciopoli, almeno per quanto riguarda codici, avvocati e giudici. Resta ovviamente nella memoria di tutti i tifosi, non di Inter, Milan, Napoli, Roma o Sampdoria, ma di calcio. Dopo 9 anni la Cassazione manda in archivio con una sfilza di prescrizioni, che evitano altrettante condanne, il più grande scandalo del calcio. Associazione a delinquere e frode sportiva prescritte, ma… non assolte.