L’Inter è anche questa, prendere o lasciare

Quella col Torino sarà una partita per certi versi difficile da dimenticare, perchè anche oggi a qualche ora di distanza dal match disputato ieri sera è complicato capire se dal pareggio emergono due punti buttati via o un punto guadagnato.

Partiamo dai primissimi minuti, la difesa sembra in confusione ed arriva subito un tiro di Cerci dalla distanza. Il palo ci grazia, ma le incursioni dei granata diventano eccessive, al punto che Samir si cimenta in un’uscita pericolosa e viene beffato. Atterrato Cerci, l’arbitro estrae il cartellino rosso. A nulla valgono le proteste dei nerazzurri e Handanovic con un bernoccolo in fronte lascia il posto a Carrizo, con Kovacic costretto ad uscire. Ironia della sorte vuole però che proprio il portiere non “pararigori” della squadra riesca a negare la gioia a Cerci che sbaglia dal dischetto.

La partita sarà però per novanta minuti in salita, con un uomo in meno e con un’unica punta. Sarà una continua rincorsa: granata in vantaggio con Farnerud, l’Inter pareggia con una rovesciata di Guarin, Torino di nuovo in vantaggio con Immobile, l’Inter pareggia e poi passa sul 3-2 con uno strepitoso Palacio. Mancano circa venti minuti al triplice fischio dell’arbitro e sono ancora troppi per dormire sonni tranquilli. Mazzarri prova a serrare i ranghi, inserendo Wallace al posto di un esausto Palacio. Purtroppo sarà proprio il neoentrato a scombinare i piani: a due minuti dalla fine atterra Bellomo a pochi metri dalla bandierina. E così vuoi la fortuna, vuoi la bravura, la palla calciata dal giocatore amaranto entra dritta dritta in porta. 3-3 nulla da fare. L‘Inter torna a casa con un solo punto. Ora sta agli altri decidere se sia un punto guadagnato o due punti persi, perchè da un lato i nerazzurri avrebbero dovuto approfittarne, vista la frenata di Napoli e Juventus, ma dall’altro c’è da considerare il fattore “uomo in meno per 90 minuti”. Il calendario, però, almeno per novembre sarà dalla nostra parte, nessuno scontro diretto: e sarà proprio questo mese e mezzo a dirci di che pasta è fatta l’Inter.

Come vi avevo detto, questa sarà una partita indimenticabile perchè negli ultimi minuti Mazzarri era furibondo in panchina per una serie di errori di Doveri. Accecato dalla rabbia decide di non presentarsi davanti ai microfoni delle diverse emittenti televisive, pronte ad intervistarlo, gettando nel calderone mediatico Marco Branca, poco avvezzo alle telecamere. Di certo la partita è stata “viziata” da un’espulsione a pochi minuti dal fischio d’inizio, ma l’arbitraggio non è stato talmente “scandaloso” da dover andare a puntualizzare questo o quell’episodio, come il direttore tecnico nerazzurro aveva provato a spiegare. Quale fosse il messaggio ci è ancora oscuro, fatto sta che è stata ai limiti dell’imbarazzante la presenza di Branca e non di Mazzarri in conferenza stampa.
L’uomo forte della società è sbucato fuori solo ora? Alla luce di quanto successo la stagione scorsa con Stramaccioni, sempre mandato da solo in pasto ai media anche dopo gli arbitraggi più indecenti, non ci saremmo di certo aspettati il buon Branca ieri sera, dopo un 3-3 contro i granata.
Detto ciò, Mazzarri, anche se ne ha il diritto, non può fare silenzio stampa per episodi simili, considerata la squadra che allena e considerato tutto ciò che è successo nelle stagioni passate.

Caro Mister, l’Inter è anche questa: prendere o lasciare.