Lichtsteiner, l’esperto cardiologo gela la Juve: “Per legge dovrà fermarsi per…”

La Juventus ha fissato in circa un mese i tempi di recupero di Lichtsteiner, dopo l’intervento al cuore. Ma l’esperto cardiologo la gela: “Per legge deve star fermo 6 mesi”.

L’esperto cardiologo non ha dubbi sul fatto che i tempi di recupero di Stephen Lichtsteiner saranno ben più lunghi dei 30 giorni stimati dalla Juventus nel suo bollettino ufficiale: secono il professor Bruno Carù, che nella sua carriera ha curato molti sportivi, fra cui Kanu, Biabiany, Fucka e Morandotti, il calciatore svizzero, operato al cuore per un’aritmia cardiaca che lo aveva portato ad avere problemi respiratori nel corso della gara di campionato contro il Frosinone, non potrà per legge svolgere attività agonistica per 6 mesi.

“Per legge – ha spiegato il cardiologo di fama mondiale ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’ – devono trascorrere 6 mesi prima che un atleta torni a fare attività sportiva agonistica. C’è una legge codificata da un decreto ministeriale (il protocollo cardiologico Cocis, ndr). Questo tempo è necessario per verificare l’efficacia dell’intervento e la scomparsa dell’aritmia”.

Il motivo è presto detto: “C’è un 8% di casi in cui l’operazione non va a buon fine – ha dichiarato Carù – ed è necessario intervenire di nuovo. La Juventus comunque è andata sul sicuro perché il professor Gaita è uno dei migliori operatori al mondo per questo tipo di patologie”.

Il professor Bruno Carù, docente di Cardiologia dello Sport e direttore scientifico del Policlinico dello Sport di Monza, fa riferimento al Protocollo Cocis per il giudizio di idoneità allo sport agonistico: “In questo protocollo si dice chiaramente che dopo una ablazione per qualsiasi atleta ci vogliono sei mesi di stop. Quel regolamento è il vangelo dei medici sportivi”. 

Sui tempi di recupero del giocatore della Juventus c’è dunque discordanza fra i medici. Ora, nel documento sovracitato, si parla di un’attesa di sei mesi per la “fibrillazione atriale”, equipara da Carù al flutter avuto da Lichtsteiner. Ma il professor Carlo Pappone, direttore di Aritmologia al Policlinico San Donato, uno degli specialisti più considerati d’Italia, non è d’accordo in questo con il suo collega: “Il flutter è meno grave della fibrillazione, – ha sostenuto ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ – secondo me è addirittura l’intervento di ablazione più semplice. Le regole dicono che bisogna stare fermi un mese ed è giusto rispettarle. Io però credo che dopo una settimana si possa tornare a fare attività senza pericoli. Una pausa di sei mesi è improbabile”.

A dare risposte più precise potrebbero dunque essere gli esami di controllo cui sarà sottoposto Lichtsteiner: “Ci sono segnali elettrici che confermeranno la certezza della guarigione. – ha spiegato Pappone – Il problema è tipico di maratoneti, ciclisti, sciatori di fondo: in loro aumenta la quantità di sangue che passa per il cuore. Un classico per chi come Lichtsteiner nei 90 minuti corre tantissimo”.

A prescindere da quelli che saranno i tempi di recupero, durante il  periodo di assenza dall’attività agonistica, Lichtsteiner non potrà nemmeno allenarsi con i compagni: “L’allenamento sul campo – ha sottolineato Carù – è comparabile con l’attività agonistica e se un medico gli desse l’ok per allenarsi, compirebbe un qualcosa di scorretto”.

Ma in nessun caso la carriera del giocatore è da considerarsi a rischio: “Assolutamente no, la carriera di Lichtsteiner non è a rischio. – ha assicurato l’esperto cardiologo – In base agli altri esami che gli ho fatto (la Juventus ha chiesto un consulto anche a lui, ndr) ho potuto constatare che il cuore di questo ragazzo è sano e non presenta segni di patologie miocardiche. Tornerà a giocare, ma dovrà avere un po’ di pazienza”.