Lenta e inoffensiva, la solita Inter: preoccupante l’involuzione di Brozovic e Shaqiri

Gli ultimi 20′ contro l’Udinese non facevano presagire nulla di buono, ma al Friuli la cosa più importante era centrare la vittoria e agganciare il treno Europa League. Poi mano al calendario e sotto a fare i conti per capire quanto realmente fosse lontana l’Europa. E alzi la mano chi pensava che con il Chievo l’Inter avrebbe mancato l’appuntamento con i tre punti, complicandosi ulteriormente un cammino pieno di insidie.

Il finale del Friuli è stato un campanello d’allarme rimasto inascoltato e contro i veronesi sono venuti fuori i soliti limiti e i mali di una squadra incapace di mettere insieme un filotto di vittorie, ciò che servirebbe per risalire la classifica.

Ieri pomeriggio a San Siro, Ranocchia e compagni sono scivolati sulla classifica buccia di banana, come troppe volte è già successo in questa stagione. Senza andare troppo indietro con il calendario, basta pensare alle gare con Torino, Cesena e Parma e ai punti lasciati per strada.

Se invece che portarne a casa solo due nelle suddette tre partite i nerazzurri avesse conquistato bottino pieno, con sette punti in più in classifica a questo punto il piazzamento in Europa League sarebbe stato poco più di una formalità. Inutile piangere sul latte versato, però la gara contro il Chievo ha ricordato per ampi tratti quella con il Toro.

Manovra lenta, senza accelerazioni e cambi di ritmo, una squadra statica che si muove poco senza palla e che ha fatto il solletico a Bizzarri, rischiando nel secondo tempo di subire in più di un’occasione il goal dei clivensi. Preoccupante, poi, l’involuzione di un paio di pezzi pregiati del mercato invernale come Brozovic e Shaqiri: il croato non ne azzecca una, lo svizzero quando entra ha voglia di spaccare il mondo ma fa solo tanta confusione.

La squadra di Maran ha confermato anche al Meazza una grande solidità difensiva, ma allo stesso tempo grandi limiti nella fase offensiva. Contro una squadra un po’ più cinica, Ranocchia e compagni sarebbero tornati a casa a mani vuote. Invece si ritrovano con un punticino in saccoccia, grazie ad Handanovic che non si fa distrarre dall’annosa questione del rinnovo e ferma uno dopo l’altro Izco, Meggiorini e Paloschi. L’ex milanista all’ultimo secondo ha la grande chance, ma si fa ipnotizzare dal numero 1 sloveno, che evita una sconfitta bruciante, ma non i sonori fischi di San Siro.

Dopo i 90′ con il Chievo, il bicchiere mezzo pieno è il punto guadagnato su Genoa e Sampdoria, quello vuoto i due persi rispetto alla Fiorentina, in attesa del Torino, impegnato mercoledì contro l’Empoli: in caso di vittoria i granata possono allungare. Ora c’è il trittico infernale Lazio-Juventus-Genoa: ci vogliono nove punti per salire sul treno

FONTEgoal.com