Le sette meraviglie di Strama: a modo suo ha sempre ragione

Al fischio finale della gara contro il Bologna di ieri, molti avranno pensato avuto lo stesso, identico pensiero: ancora una volta Stramaccioni ha avuto ragione. L’Inter ha conquistato tre punti pesanti, che le permettono di rimanere in scia alla vetta, con la gara contro la Juventus ormai sempre più vicina. Ha vinto contro un avversario ostico, che ha creato diverse occasioni da rete e che ha fatto di tutto per strappare un risultato utile, mostrando buona qualità. I nerazzurri, però, nel segno del loro allenatore, hanno ottenuto il massimo per la settima volta consecutiva tra campionato ed Europa League, e non sembrano avere voglia di volersi fermare.
Questa volta ha Strama ha puntato tutto sulla sostanza. Nel solito 3-5-2, il trio centrale in mediana era composto interamente da calciatori dalle spiccate doti difensive, che fanno dell’interdizione le loro qualità migliori: Cambiasso, Gargano e Mudingayi. In realtà, questo apparente centrocampo di rottura si è dimostrato tale solo in parte, i nomi e le consuete caratteristiche mascheravano un po’ i reali ruoli che i tre hanno avuto nel corso della partita.
Infatti, solamente Mudingayi ha avuto compiti prettamente difensivi, ringhiando per tutta la gara sulle caviglie di Diamanti, principale preoccupazione per Strama tra gli uomini del Bologna. Il belga ha disputato una partita più che positiva, fungendo da perno a centrocampo e concedendo poco spazio al fantasista rossoblù. In particolare, Mudingayi è stato bravo ed intelligente a gestire gli interventi durante tutto il corso del match, essendo stato ammonito nelle prime battute di gara per una serie di interventi troppo irruenti ed affrettati.
Cambiasso, invece, ha dimostrato nuovamente di trovarsi in uno dei migliori momenti di forma che ha vissuto negli ultimi due anni. Uomo-partita indiscusso, il Cuchu non ha fatto mancare niente, né sotto il profilo tattico, facendosi trovare sempre al posto giusto al momento giusto, ma soprattutto evidenziando una spiccata proposizione al gioco offensivo: a tratti il vero attaccante dell’Inter sembrava proprio lui, sembrava quello dei tempi del River Plate, dove giocava in posizione molto offensiva.
Eppure, nonostante siano trascorsi dieci anni dalla stagione in patria con i Millionarios (con cui aveva segnato 12 reti in 37 gare tra 2001 e 2002),  l’ex Real Madrid ha confermato di non essersi dimenticato il suo vecchio mestiere, e non solo: prima sforna un assist al bacio per la zuccata di Ranocchia che apre le marcature direttamente da punizione, poi chiude il punteggio con un sublime tocco sotto sul quale Agliardi non può nulla. Nel mezzo, una gara strepitosa, la pedina che ha causato i maggiori guai al Bologna per l’imprevedibilità dei movimenti ed il tempismo negli inserimenti è stato proprio lui.
Il Cuchu però avrebbe potuto veder svanire tutti i suoi sforzi se davanti a sé non avesse trovato lo spazio giusto per muoversi. In questo, grande merito va attribuito a Milito e Palacio, bravi ad allargarsi con continuità, portandosi dietro le maglie della difesa bolognese e concedendo terreno fertile alle scorribande del Cuchu.
Proprio l’ex Boca è stato bravo ad approfittare della chance offertagli da Strama: se contro Catania e Partizan era risultato decisivo con una rete per gara, offrendo però prestazioni nel complesso mediocri, oggi si è verificato l’esatto opposto: Palacio non è finito sul tabellino dei marcatori, ma ha messo il suo zampino negli ultimi due goal interisti, mettendo prima Milito e poi Cambiasso a tu per tu con Agliardi, tornando quindi a casa con ben due assist.
Menzione d’obbligo anche per Ranocchia, sontuoso anche questa volta, in una gara dove l’Inter ha insolitamente sofferto moltissimo da palla inattiva. Oltre al goal dell’uno a zero, il numero 23 nerazzurro ha sbarrato la strada a chiunque gli si presentasse di fronte, senza mai permettere che si creassero situazioni di pericolo, soprattutto in area di rigore. In un reparto sempre solido, anche se disorganizzato e distratto in occasione della rete di Cherubin, l’ex Bari è sempre quello che emerge di più e che ormai ricopre la figura di leader dei tre davanti ad Handanovic.
E dunque anche questa volta l’Inter è piaciuta, la squadra vince e convince. Sono anche i numeri a dimostrarlo: il goal di Cherubin è il primo concesso in trasferta in campionato dalla squadra, che ha ritrovato un Cambiasso in forma smagliante: con lui e l’inossidabile Zanetti in campo, l’Inter ha vinto sei gare su sei, facendo bottino pieno dei punti in palio. Guai a chiamarli bolliti…

Fonte: goal.com