Le seconde linee, il primo cross di Pereira, il rigorista. Diamo i numeri di Inter-Trapani.

La fase preliminare della Coppa Italia, si, esiste. Preciso perché essendo tifosi dell’Inter molti di voi non hanno mai avuto il piacere di vederla, eppure, il nono posto dello scorso anno comporta anche questo. Nonostante la scarsa – con tutto il rispetto – caratura degli avversari, Mazzarri si affida al solito, prudente modulo ad una punta. L’Inter vince 3-0, poi regala il secondo tempo ai siciliani e quasi rischia la beffa. Diamo i numeri della gara da ZERO a DIECI.

ZERO i precedenti. Nonostante gli oltre cento anni di storia per entrambe le formazioni, Inter e Trapani, non si erano mai incontrate prima di ieri sera. Ci auguriamo per i siciliani che la sfida possa ripetersi un domani su palcoscenici più luminosi.

UNO il rigorista. Ebbene si, ne abbiamo uno. Ce ne siamo accorti perché al minuto 43, Iunco stende Guarín in area, e mentre i nerazzurri come al solito fanno finta di niente, si sente un fischio. È tutto vero, è stato assegnato un rigore all’Inter. La cosa prende tutti alla sprovvista, e per la scelta dell’esecutore del penalty, viene utilizzato il complicato metodo “ambarabà ciccì coccò”, tocca a Taider, che mette il pallone sul discetto e batte Marcone portando l’Inter al riposo sul 3-0.

DUE gol di Guarín in tre giorni. Dopo la deviazione sotto misura che portò l’Inter in vantaggio domenica contro la Samp, il Guaro, torna al suo pezzo forte, il tiro da fuori area. Mira come al solito al palo, ma stavolta il pallone rimbalza sul portiere e finisce in rete.

TRE il voto al secondo tempo dell’Inter. Al minuto 53, Ranocchia buca su una rimessa laterale per il Trapani e Caccetta, mettere la palla in mezzo alle gambe di Carrizo, 3-1. La concentrazione dell’Inter è pari a quella di Marco Branca durante il calciomercato, ed è solo Trapani, così al 90’ Madonia segna il gol del 3-2. Che brutte figure.

QUATTRO il numero ricorrente. I gol dell’Inter sono stati segnati da Guarín al 4’, da Belfodil al 40’ e da Taider al 44’.

CINQUE minuti di recupero. Quattro erano quelli segnalati dal quarto uomo, ma l’arbitro decide di allungare di un altro lunghissimo minuto l’assedio degli ospiti. Si giocava a San Siro, quindi, anche se fa ridere, l’assedio era del Trapani.

SEI anni fa. La squadra siciliana giocava nel campionato di eccellenza, e fino all’anno scorso non era mai stata in serie B, come l’Inter.

SETTE finalmente Belfodil. Al minuto 40, Ishak raccoglie un cross di Pereira – non scherzo, Pereira ha fatto un cross – e batte Marcone per il gol del 2-0.

OTTO uomini. Quelli che Mazzarri cambia rispetto all’undici titolare contro la Samp. I nuovi innesti sono Andreolli, Kovacic, Mudingayi, Wallace, Ranocchia, Carrizo e Pereira. Nel corso della partita si vedono anche i giovani Olsen, Donkor e Bonazzoli.

NOVantasei/novantasette. È l’ultima volta che l’Inter ha giocato i sedicesimi di finale della Coppa Italia. Era l’estate del 1996, il Ravenna, dopo aver eliminato il Palermo, incontrò l’Inter.
Tra i romagnoli neopromossi in Serie B, c’era Giuseppe Iachini, l’attuale tecnico del Palermo, aspettate che controllo, si, Zamparini non lo ha ancora esonerato.
 A Ravenna, fu Aron Winter a decidere l’incontro con una rete al 28’ del primo tempo.

DIECI a zero. Il possibile risultato, forse ci avrei scommesso. Avrei scommesso anche sul terzo posto, magari ci penso, la strada da fare è lunga.