Le due marce del Guaro, il solito Palacio, il ritorno del Capitano: diamo i numeri di Udinese-Inter

Una bellissima Inter mette alle corde un’Udinese sottotono. Finisce 3-0 la meritata vittoria di una squadra senza quasi nessuna sbavatura. Diamo i numeri della gara, da ZERO a DIECI.

ZERO personalismi e tanta personalità. Non molti anni fa, l’Inter si affidava spesso ai lampi dei campionissimi per risolvere le partite, oggi non è più così. Ogni movimento è corale, la squadra attacca tutta insieme, allarga il gioco, arriva al tiro da ogni posizione e poi ripiega ordinatamente. Forse non ci sarà più la sfavillante qualità dei singoli, ma l’Inter è un branco di lupi, e se si muove in gruppo è inarrestabile.

UNO l’esordio, quello di Andreolli. Che in realtà è un ritorno, Marco esordì con la maglia dell’Inter il 29 maggio 2005, oggi segna la prima presenza in questa stagione con la squadra che lo ha lanciato.

DUE fenomeni e mezzo. Alvarez e Palacio sono due gioielli. Rodrigo è un genio, segna da centravanti puro, e si muove su tutto il fronte dell’attacco. Ricky gioca un’infinità di palloni, sempre con la suola, corre per 90 minuti e recupera su tutte le ripartenze degli avversari. Guarin invece alterna grandi giocate alle consuete amnesie. Tenta di smontare la porta friulana con una bomba che si stampa sul palo, prova numeri di alta classe che gli riescono sempre a metà e regala molti palloni agli avversari.

TRE difensori persi per infortunio. Samuel, Jonathan e Ranocchia sono stati sostituiti tutti per problemi fisici. Di questi il più preoccupante sembra Walter Samuel, che già reduce da un infortunio di lungo corso ha accusato un problema alla coscia. Nessun allarmismo, se giochi tre partite in sette giorni può capitare qualche affaticamento.

QUATTRO il numero di Javier Zanetti. Tutti in piedi e giù il cappello, il Capitano oggi torna a sedere in panchina, appena 186 giorni dopo la rottura del Tendine d’Achille. Un altro record per l’Uomo bionico, a 40 anni, con un infortunio così, chiunque avrebbe pensato al ritiro, ma lui non è mai stato uno normale.

CINQUE minuti di recupero. Sono quelli concessi dal signor Davide Massa di Imperia. Cinque minuti durante i quali l’Inter continua a spingere e segna il terzo gol. Partita tutto sommato facile per il direttore di gara che ne esce senza lividi.

SEI i gol di Palacio. Ormai non sappiamo più come elogiarlo. Un giocatore fantastico, mai un pallone sprecato, mai una giocata inutile, il suo movimento classico ad allargarsi verso la bandierina del calcio d’angolo permette alla squadra di salire a supporto. Nonostante lotti per la testa della classifica marcatori, al minuto 91, arriva davanti a Brkic e cede il pallone a Ricky Maravilla per il 3-0. Maravilla anche lui.

SETTE partite fa, l’ultima volta dell’Inter senza subire gol. Era la partita contro il Sassuolo finita 0-7, dopo di quella Inter-Fiorentina 2-1, Cagliari-Inter 1-1, Inter-Roma 0-3, Torino-Inter 3-3, Inter-Verona 4-2 e Atalanta-Inter 1-1, oggi contro l’Udinese si torna a mettere lo zero alla casella gol subiti.

LOTTO, il gioco. Quello che dovrà fare Mazzarri per schierare la difesa tra sette giorni. Samuel e Ranocchia usciti oggi per infortunio, Juan Jesus squalificato per l’ammonizione rimediata, Campagnaro sulla via del recupero ma ancora in forse. Aspettiamo notizie dall’infermeria, sperando che il tecnico giochi il terno vincente.

NOVE il numero di Mauro Icardi. Oggi assente, la pubalgia lo tormenta, e Mazzarri conferma che l’argentino dovrà essere operato. In bocca al lupo Maurito.

DIECI i punti di distacco dal Milan. Non per infierire, tantomeno per illudersi. Ma se parti con obiettivi diversi, con i concittadini che ambiscono a posizioni ben più alte delle tue, e ti ritrovi dopo dieci giornate, con dieci punti in più, un sorriso ti scappa. Dieci giornate senza che l’Inter abbia mai avuto un rigore a favore – tanto che, non si conosce il nome dell’eventuale rigorista della squadra nerazzurra – mentre il Milan, alla quarta partita senza rigori a favore è una squadra in crisi. Parliamone.