La rivoluzione Inter parte dagli uffici: in arrivo Larini come ds?

Aria di rivoluzione. Massimo Moratti ha deciso di cambiare la pelle della sua Inter, cominciando dall’allenatore – proteggendo Walter Mazzarri anche a livello mediatico – poi continuando con il preparatore atletico, con Rapetti licenziato dopo una stagione di pessima gestione e Pondrelli arrivato proprio nello staff di Mazzarri. Quindi, col passare dei giorni, è decollato anche il discorso per la cessione di quote della società al magnate Erick Thohir. Colloqui telefonici, analisi dei conti dell’Inter da parte dell’indonesiano, incontro a Milano e quindi ancora discorsi tra i delegati alla ricerca di un accordo a cui vorrebbero arrivare tutti. Il problema è come arrivarci.

In queste ore la situazione in realtà è di stallo. Le parti stanno parlando e trattando per trovare una strada che possa essere quella giusta; ma non è facile, perché dietro al discorso dell’acquisto del brand Inter ci sono tanti altri investimenti che andrebbero puntualizzati. Da quasi 150 milioni di euro di debiti che l’Inter deve ripianare alla spesa – costosissima – per il nuovo stadio di proprietà, una conditio sine qua non per Moratti, garanzia senza la quale non vuole cedere parte della sua Inter. Sono i colloqui attorno a questi fronti che quindi fanno rallentare una stretta di mano tra Massimo Moratti e Thohir. Con una serie di domande che ne consegue: quanto investirebbe l’indonesiano concretamente? Sarebbe disposto a ripianare i debiti, rimettere a posto il bilancio e poi consegnare a Moratti i soldi delle quote dell’Inter? Costruirebbe un’Inter competitiva nel corso degli anni senza trasformarla in un giocattolo? Vorrebbe immediatamente suoi uomini nel Consiglio di Amministrazione? Gestirebbe in prima persona la società o delegherebbe a terzi

Insomma, tanti punti su cui naturalmente occorre essere chiarissimi prima di poter accennare a qualsiasi cessione di quote. Anche perché a Moratti una proposta ufficiale per il 100% dell’Inter – come vi abbiamo detto – non è mai arrivata. Il presidente ha garantito a suoi uomini di fiducia che non cederà il controllo totale della società da subito, per cui con Thohir – oltre a chiarire gli aspetti spiegati sopra – bisogna trovare poi quella che è l’intesa fondamentale: quanto cedere dell’Inter? In quanti anni? Con quali accordi? Se ne parlerà domani in un contatto (verosimilmente telefonico, a meno di colpi di scena) già programmato. Moratti confermerà a Thohir che la sua idea sarebbe di cedere quote minoritarie dell’Inter (intorno al 30%), magari con disponibilità a trovare un’intesa su una crescita del numero di quote da consegnare all’indonesiano nel corso degli anni fino alla gestione diretta del club. Erick Thohir ovviamente scalpita per gestire da subito l’Inter, in prima persona, comprensibile dato che metterebbe tanto danaro in un’industria che economicamente porta comunque a perdere, tranne rarissime eccezioni.

Alla ricerca di un accordo, quindi, senza particolari ultimatum e con la promessa tra Moratti e Thohir di incontrarsi nuovamente di persona qualora dovessero trovare le basi per l’intesa economica. Ma come si evince dalle tante domande, dai tanti cavilli e dalle questioni economiche e affettive che coinvolgono la trattativa, serviranno tempo e pazienza. Come serviranno anche ai dirigenti nerazzurri, con le mani legate da questa situazione su diversi fronti. Per adesso il mercato dell’Inter è condizionato dal cedere prima e comprare poi, aspettando di capire cosa succederà con Thohir e se ci sarà un nuovo ingresso dirigenziale in società (circolano voci su Fabrizio Larini, d.s. da pochi giorni liberatosi dall’Udinese e su Giovanni Gardini del Verona).

Mazzarri intanto si consulta quotidianamente con Branca, ha già telefonato ai senatori del gruppo, pensa ad altri tasselli da inserire in squadra sperando nell’avvento indonesiano per avere più libertà di spesa: nelle sue priorità, intanto, ha inserito anche un altro difensore oltre al centrocampista e all’esterno di destra. Diakité è nella lista ma i suoi agenti si sono stufati di aspettare, con 6 difensori già sotto contratto l’Inter prende tempo e quindi bisogna attendere ancora. La calma è la virtù dei forti, dice qualcuno. Chissà come la pensano in Indonesia…

Fonte: goal.com