L’annata di Kovacic è stata un rebus

KovacicIeri Mateo Kovacic è stato sicuramente una delle poche note liete dell’Inter, insieme a Mauro Icardi.

Un anno fa Kovacic era l’immagine di un ragazzino classe ’94 che si era preso sulle spalle la moribonda Inter di Stramaccioni. Un anno dopo l’Inter è moribonda quasi allo stesso livello, meno disastrata ma comunque mai convincente.

Lo spazio per il giovane croato è pochissimo, quando c’è viene vissuto con poca spensieratezza e molta, troppa paura di essere incolpato. Venticinque presenze in campionato di cui diciassette da subentrato e quattro con sostituzione.

Il ragazzo all’Inter si trova bene, gradisce squadra e ambiente. Naturalmente, però, si sente penalizzato dal poco spazio che c’è per lui in una fase determinante della carriera.

Per questo, l’agente ha già posto all’Inter le condizioni per il futuro: se le cose dovessero restare così anche all’inizio del prossimo ritiro, qualora dovesse restare Mazzarri, Kovacic si sentirebbe pronto a considerare una cessione di fronte a offerte serie.

Non sarebbe una prospettiva nuova, questa. Perché sul croato dai piedi d’oro c’è da tempo mezza Europa. A gennaio, bussò alle porte di Ausilio e all’epoca anche Branca la dirigenza del Borussia Dortmund. L’Inter non ha voluto neanche un fax per presentare l’offerta: No, grazie. Il ragazzo non è in vendita. Una posizione forte che dimostra come società e proprietà – Thohir in testa – credano nel ragazzo.

Fonte: europacalcio.it