Lampi di Eriksen: entra e accede l’Inter. Ora Conte che fa?

E’ entrato al 22′ della ripresa al posto di un Sensi lontano parente di quello che aveva illuminato il gioco dell’Inter a inizio stagione. Alla fine, nella semifinale di andata di Coppa Italia persa contro il Napoli, Christian Eriksen ha messo insieme 27′ minuti, recupero compreso. Tanto basta per dimostrare che l’Inter ha bisogno di lui. L’ingresso in campo del danese ha dato una scossa alla squadra, regalando guizzi e imprevedibilità a una manovra d’attacco fino a quel momento improduttiva. Ha tentato la via del gol con due conclusioni pericolose, ha regalato una gemma, non sfruttata, ad Alexis Sanchez, ha fatto vedere tutta la sua classe. Non è arrivata la sua ora?

“Non l’ho messo dall’inizio perché immaginavo potesse avere anche qualche difficoltà tattica. Ma anche di natura fisica. Per sei mesi Christian non ha giocato molto nel Tottenham, deve ritrovare intensità – ha detto a fine partita Antonio Conte, spiegando il mancato schieramento di Eriksen nell’undici iniziale – Ma si sta allenando bene, si vede che ha qualità”. Alla vigilia del derby il danese era dato come possibile titolare nel ruolo di trequartista alle spalle dell’unica punta Lukaku, vista l’assenza per squalifica di Lautaro Martinez. Alla fine Conte ha optato per le due punte, con Sanchez al fianco del gigante belga. Lukaku che non ha rifiatato contro il Napoli, come si poteva pensare, e che ha ritrovato il suo partner d’attacco ideale. Ma la coppia non ha brillato. Ci ha pensato Eriksen a svegliare l’Inter e a trovare gli spazi che non c’erano. E adesso è Eriksen che chiede spazio: lo dice il campo. A fine partita eccolo in mezzo al prato di San Siro a fare scatti con il preparatore. Non è l’unico. Ma ogni momento è buono per accelerarne il completo inserimento. Contro la Lazio la sua occasione dall’inizio?