L’amara verità sul divorzio Cordoba-Inter

CordobaL’arrivo di Santoro come team manager ha spodestato Cordoba, il quale ha rifiutato un ruolo marginale offertogli dall’Inter dicendo addio.

Premessa: c’è amarezza. E ce n’è tanta, da parte di Ivan Ramiro Cordoba. Un uomo che all’Inter ha dato tantissimo, se non tutto, in campo come anche fuori. Una vita da vice capitano, alle spalle di Javier Zanetti. Mai una lamentela, mai un problema, sempre l’affidabilità di quel che è stato un grandissimo difensore ma soprattutto una persona straordinaria.

Tra le preferite in assoluto di Massimo Moratti, infastidito dalla defenestrazione di Erick Thohir rispetto a tanti idoli del passato che ha toccato nell’ultima settimana anche Cordoba. Da team manager a figura ombra fino alla risoluzione del contratto, soluzione di buon senso che il colombiano ha preferito rispetto a un ruolo poco consono alla sua persona. Ma ricapitoliamo come sono andate le cose.

Con l’arrivo di Giuseppe Santoro nello staff di Walter Mazzarri, il ruolo di team manager che aveva ricoperto Cordoba è diventato troppo trafficato. Cordoba ha continuato a restare vicino alla squadra lo scorso anno per poi defilarsi, evidentemente imbarazzato da una situazione che vedeva un simbolo di un’era nerazzurra come lui confinato a un ruolo tutt’altro che operativo.

Cordoba non è un uomo che ha pretese o alza la voce: semplicemente, ha comunicato il suo palese malumore nell’essere poco considerato nelle nuove strategie societarie. Non una novità, per la gestione indonesiana dell’Inter che da un anno a questa parte ha visto ‘costringere’ al ritiro Javier Zanetti, non rinnovare il contratto a Cambiasso senza alcun preavviso, operare tante scelte di rottura col passato. Giusto o meno che sia, resta un dato di fatto.

In questo tornado, Cordoba si è sentito toccato e ha chiesto di comprendere la sua posizione. La controproposta dell’Inter al colombiano riguardava un incarico nelle giovanili non operativo; insomma, una sistemazione quasi confinante e non ideale per Cordoba, che ha scelto così di separarsi dalla società.

Ivan si è sentito con Massimo Moratti, quello che considera a tutti gli effetti il suo presidente. Si sono salutati, aggiornati e confrontati anche sulla tematica dei tanti addii rispetto all’era precedente che ha infastidito non poco proprio lo stesso Moratti. Cordoba resta una delle persone a lui più legate: bandiera dell’Inter e del tifo interista più puro, uomo sempre fedele alla maglia e funzionale a un gruppo. Protagonista di iniziative benefiche, persona straordinaria e competente in tema calcistico.

Ci fosse ancora un’Inter di Moratti, Cordoba – in società – ne farebbe parte. Magra consolazione di una separazione con le porte sbattute – ma senza far rumore, com’è nello stile del colombiano – che divide le strade l’Inter e Ivan Ramiro Cordoba. Per una nuova società che prende sempre più la forma pretesa da Thohir: niente passato, solo professionisti e non uomini di campo. Con buona pace dell’amarezza – che resta – di Ivan Cordoba.

Fonte: goal.com