La vendetta di Rafa, il solito Mazzarri, l’effetto Tagliavento. Diamo i numeri di Napoli-Inter

Benitez ritrova l’Inter, Mazzarri torna al San Paolo. Il Napoli nonostante le fatiche di champions batte una – a tratti – buona Inter. Diamo i numeri della gara: da ZERO a DIECI.

ZERO ancora le vittorie della gestione Thohir. L’Inter non riesce più a vincere, segna tanto ma prende sempre almeno tanti gol quanti riesce a buttarne dentro. Si racconta che il nuovo presidente sia stato visto, scontrino alla mano, allo sportelli cambi e resi.

UNO il rigore parato da Samir Handanovic. Fu acquistato con la nomea di “pararigori”, la porta dell’Udinese, con Samir tra i pali non aveva quasi mai visto palloni entrare dagli undici metri. Non è stato così all’Inter dove ha dovuto aspettare un anno e mezzo prima di neutralizzare il primo tiro dal dischetto. Ieri sera a risultato ormai definito, Samir si distende in un bel volo, con la mano aperta, è aiutato dalle bestemmie che Insigne mandava al suo compagno, neutralizza il tiro di Pandev.

DUE cartellini gialli. Sono quelli che condannano oltremodo l’Inter, non tanto per la partita stessa già avviata su chiari binari, ma perché la squalifica di Ricky Alvarez, priverà i nerazzurri dell’uomo che fino ad ora ha dimostrato maggiore continuità e qualità in un centrocampo che certo non brilla per le giocate individuali. Strategica.

TRE come i difensori dell’Inter. Campagnaro, roccioso ed affidabilissimo fino ad ora, torna nel suo ex stadio e si scioglie come un ghiacciolo al sole. Ranocchia indicato da Materazzi come suo erede, sembra avere ereditato da Matrix solo il numero di maglia; al 90’ si trasforma nell’erede di Baryshnikov e in spaccata stende Pandev in area. E infine Rolando, quello che sembrava l’acquisto più assurdo dopo Gresko, si conferma ancora l’uomo più affidabile della retroguardia nerazzurra, o almeno, l’unico che merita la sufficienza.

QUATTRO a Tagliavento. Non si cercano alibi, l’Inter ha perso per una serie di errori che l’hanno condannata al pesante passivo. È però quantomeno curioso il fatto che alla seconda direzione stagionale del sig. Tagliavento – si, ve lo ricordate quello delle manette – arrivi la seconda sconfitta stagionale dei nerazzurri, anche stavolta condita da polemiche. Al 24′ dopo aver già graziato Reveillere, l’arbitro concede il vantaggio su un fallo di Inler ai danni di Jonathan, ma poi non torna ad ammonire lo svizzero. Il giallo arriva per Insigne al 29′ e per lo stesso Inler al 32′, sarebbe stato il secondo. Al 41′ il gol del Napoli, è figlio di fallo di mano di Albiol, e di una trattenuta di Maggio a Palacio che cade in area: fallo in attacco. Un altro rigore con conseguente cartellino rosso manca quando Nagatomo lancia Taider, che viene steso in chiara occasione da gol da Albiol, il guardalinee vede un fuorigioco che non c’è, perché è Inler a recapitargli la palla. Al 1′ del secondo tempo, Alvarez inciampa su Mertens, e si becca il primo giallo, poi, al 27′, su un passaggio di Inler, la palla carambola sul braccio sinistro di Ricky, a metà campo senza nessuna azione importante in corso, eppure arriva il secondo cartellino e l’espulsione.

CINQUE al solito Mazzarri. Senza un briciolo di coraggio. Che di fronte ci sia Napoli, Trapani, San Benedettese o Barcellona, per il buon Walter il modulo è sempre 3511. Lascia ancora Palacio solo in attacco, tanto che il Trenza comincia a manifestare i primi sintomi di sindrome dell’abbandono. I cambi, sempre gli stessi, scontati e tardivi, ormai basterebbe un distributore automatico per mettere Kovacic al posto di Taider e la seconda punta a meno di dieci minuti dalla fine della partita. Il tutto sempre condito da tante, tante lacrime.

SEI punti nelle ultime cinque partite. Dall’ultima vittoria il 9 novembre contro il Livorno, sono arrivati 3 pareggi contro Bologna, Sampdoria e Parma, poi la sconfitta di Napoli.

SETTE volte dopo l’ultima vittoria al San Paolo. L’ultima vittoria dell’Inter a Napoli risale al 10 ottobre 1997, 
il risultato fu 0-2 con rete di Galante e autorete di Turrini. Dopo quella stagione, Napoli-Inter in campionato si è giocata solo in altre 7 occasioni, nel 2000/01 e dal 2007/08 ad oggi, a causa delle retrocessioni dei partenopei. In queste ultime 7 sfide, l’Inter non ha mai vinto ottenendo solo 2 pareggi e 5 sconfitte.

OTTO minuti per Icardi. Sotto di quattro gol, con un uomo in meno, Mazzarri decide di inserire la seconda punta, facendo tornare in campo Maurito dopo l’infortunio. Palacio a quel punto doveva coprire la posizione di Alvarez espulso. Senza parole.

NOVE minuti. Sono quelli che passano dal fischio d’inizio al gol di Higuain. Inler effettua un lancio, e sulla linea di fondo Nagatomo – per la cronaca 169 centimetri – respinge di testa sui piedi dell’attaccante che con un tiro al volo apre le marcature.

DIECI il numero di Kovacic. Gioca mezz’ora, trotterellando per il campo senza grossi spunti. Ma adesso, l’espulsione di Alvarez gli assicura un posto da titolare nel derby, adesso è il momento di dimostrare davvero di che pasta è fatto, adesso è il momento di scrollarsi di dosso quello che può essere il peso di quel numero di maglia.