Lo sfogo di Ivan Perisic subito dopo la vittoria della Coppa Italia deve aver ricordato a qualche tifoso interista le parole di Diego Milito il 22 maggio 2010: a Champions League appena conquistata l’argentino aveva pronunciato parole che avevano gelato l’ambiente “Devo valutare il mio futuro all’Inter”. In seguito era arrivata la retromarcia e il Principe aveva continuato a vestire la maglia nerazzurra. E chissà che non sia così pure per l’esterno croato che, dopo la doppietta decisiva contro la Juventus, non ha nascosto il fastidio per le tempistiche scelte dalla dirigenza sul rinnovo di contratto.

Tra poco più di un mese e mezzo Perisic sarà un giocatore libero, visto la scadenza del contratto il 30 giugno. Società e giocatore trattano da tempo il rinnovo, sinora senza risultato. Una trattativa che ha avuto diversi step: se a inizio stagione l’addio sembrava scontato, si parlava di un ritorno quasi certo in Bundesliga per chiudere la carriera, col passare dei mesi è cresciuto l’ottimismo alla Pinetina per la permanenza di uno dei pilastri del gruppo.

Un po’ per la mancanza di reali offerte dall’estero, un po’ per la fiducia di Inzaghi, l’opzione di un biennale si è fatta strada tra l’esterno e la dirigenza interista. Il problema vero è sulle cifre: l’Inter ragiona su uno stipendio da 4,5 milioni l’anno, il giocatore ne chiede sei (con opzione sul terzo anno). E l’acquisto a gennaio di Gosens non facilita le cose, i nerazzurri hanno ragionato in ottica futura e, nell’eventualità di un addio di Perisic, hanno già pronto il sostituto e per questo non sono disposti a salire ulteriormente.

In casa Inter, la conferma arriva dalle parole di Marotta, permane l’ottimismo sulla fumata bianca ma una separazione – al netto delle parole di ieri del giocatore, che possono rientrare anche nel gioco delle parti, a caldo, soprattutto dopo una prestazione “monstre” – non può essere al momento scartata.

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