La tabella di marcia ora dice 5 vittorie consecutive.

Personalmente, dopo il cambiamento di allenatore e i nuovi acquisti estivi, speravo di trovare nel corso delle prime partite risposta ad alcuni quesiti che mi ponevo: “Che squadra sarà l’Inter?” ,“Che obiettivi avremo quest’anno?”.

Alla prima domanda stiamo forse riuscendo ad avere una risposta, grazie ad un progetto che appare sostanzialmente definito; Mazzarri sta modellando la squadra a sua immagine, con un’impronta visibile, un modulo chiaro, dando continuità agli interpreti.
Possiamo poi discutere su chi debbano essere, se dietro debba giocare o meno Ranocchia, se in mezzo al campo sia meglio Kovacic o Taider, se il modulo debba essere leggermente modificato per l’inserimento di una punta di peso.
La questione è che tutti noi sappiamo come gioca l’Inter di quest’anno, a differenza di quanto avveniva nelle stagioni precedenti, quando con Stramaccioni, un po’ per gli infortuni e un po’ per volere dell’allenatore, gli undici in campo e il modulo utilizzato variavano continuamente. L’Inter ora ha un’identità.

La seconda questione appare invece un enigma; oggettivamente l’Inter oggi come oggi evidenzia ancora dei limiti e probabilmente l’obiettivo più verosimile appare il terzo posto anche perché lì davanti vanno a cento all’ora e non danno segni di rallentamento.
Napoli e Juve appaiono più forti, sono squadre formate da qualche anno che portano avanti un’idea di gioco precisa. L’Inter è una squadra giovane, che si ‘sta facendo’ e pecca di inesperienza in molte fasi cruciali della partita.
La Roma era ed è una sorpresa; la squadra di Garcia sta dominando la scena ma, in tanti (io compreso), si chiedono quanto possa durare!? La rosa è valida, con elementi di qualità, ma non è tale da ammazzare il campionato in questo modo, con un simile vantaggio sulle inseguitrici ai primi di Novembre. Un calo è fisiologico e auspicabile.

Fatto il punto sulle avversarie, guardiamo in casa nostra. Al di là della valutazione oggettiva, lottare per il terzo posto è un obiettivo stimolante ma non troppo, anche se comunque potrebbe rappresentare un buon risultato dopo gli anni di magra appena trascorsi. Ma il tifoso, nel profondo, mira più in alto e spera sempre nel massimo traguardo. Veniamo da un periodo piuttosto altalenante, ma le potenzialità ci sono e personalmente ho molta fiducia in quest’Inter.

Le prossime partite rappresenteranno un punto cruciale per capire cosa vogliamo fare da grandi. Cinque match da vincere, nei quali l’Inter affronterà Udinese, Livorno, Bologna, Sampdoria e Parma con tre partite in casa. Con un filotto importante arriveremo il 15 dicembre, data in cui si giocherà Napoli-Inter, a ridosso delle prime, sperando di aver colmato il gap di 6 punti che ci divide da Juve e Napoli (su cui ritengo dobbiamo fare la corsa), anche perché le due compagini avranno nel frattempo impegni molto più probanti e si scontreranno nella 12esima di campionato.

Ora sta a noi non dare una svolta a questa stagione; siamo a Novembre e ancora nulla è compromesso in via definitiva; continuità è la parola d’ordine. Il tifoso interista ci spera ancora.