La straordinaria importanza di Edin Džeko

Il centravanti bosniaco è il fiore all’occhiello dell’Inter

Non è sempre vero che l’anagrafica fa la differenza. Almeno non per il gioco del calcio. Edin Džeko, infatti compirà 36 anni il prossimo 17 marzo, ma in questo primo periodo griffato Inter, l’età sembra veramente un fattore irrilevante, come ampiamente dimostrato dalle sue ottime statistiche da quando veste il nerazzurro.

Diversi

Edin quest’estate è stato acquistato dall’Inter con una mossa capolavoro dell’ad Beppe Marotta, che è riuscito ad accaparrarsene le prestazioni a titolo gratuito dalla Roma. Dopo aver suggellato l’accordo con un biennale, Džeko si è subito calato nella parte, avendo il compito non semplice di non far rimpiangere Romelu Lukaku. Pur essendo diverso (ma non troppo) dal centravanti belga, Edin ha finora mostrato una forma invidiabile.

Stili di gioco

Džeko è infatti abituato a legare il gioco tra il centrocampo e l’attacco, facendo da collante tra i due reparti, andando a prendere il pallone anche in posizione arretrata per consentire all’azione di proseguire e di essere finalizzata. Lukaku, invece, era più abituato a far salire la squadra spalle alla porta e a tentare l’uno contro uno in velocità. Due stili diversi ma che hanno in comune due interpreti che vengono coinvolti con grande frequenza.

Nessun rimpianto

Ma come dicevamo, il compito principale di Edin era quello di non far rimpiangere Romelu, e finora vi sta riuscendo egregiamente. Ora, un passo importante sarebbe la vittoria nella stracittadina milanese, che consentirebbe di ridurre la distanza con la vetta, visto che a precedere l’Inter ci sono ben due squadre che non mollano le posizione alte e tantomeno se le faranno scappare facilmente.

San Siro come casa

Džeko si trova a meraviglia a San Siro e ha una particolare tradizione positiva con i rossoneri ai quali ha segnato già cinque reti in tutti gli anni trascorsi nel massimo campionato italiano. E il bottino principale raccolto dal nostro gigante bosniaco viene proprio dallo stadio Meazza. Se due indizi fanno una prova, l’Inter spera in lui per rinvigorire le speranze di scudetto a maggio, anche se logicamente è troppo presto per fare i conti.