La strada del Mancio: responsabilità all’inaffidabile

Responsabilità all’inaffidabile. Nasce da questo paradosso la rinascita di Fredy Guarin targata Roberto Mancini, dalla necessità ormai non più prorogabile di diventare grande e di incanalare una potenza spropositata e totalmente selvaggia all’interno di sentieri che la squadra nerazzurra deve forzatamente percorrere se l’obiettivo è quello di ritornare ai vertici.

Troppo pochi due indizi per fare una prova, da che mondo è mondo ne occorrono almeno tre, ma non v’è dubbio che la continuità con cui il tecnico dei nerazzurri sta affidando le chiavi del centrocampo ad uno dei talenti più incompresi ed indecifrabili (per colpe proprie) degli ultimi anni, sia stata la chiave per un crescendo rossiniano di affidabilità e soprattutto capacità di prendersi la squadra sulle spalle per condurla in porti sicuri in situazioni di difficoltà.

Una storia difficile da concepire, un rapporto complicato caratterizzato da alti e bassi quasi struggenti, in grado di passare dai fischi e dagli insulti delle domeniche più buie sino ad una vera sommossa per evitare uno scambio che lo avrebbe portato alla Juventus.

Già, perchè tredici mesi fa, senza quell’episodio, l’attuale appiglio dell’Inter sarebbe andato a rinforzare la già folta colonia di grandi calciatori a disposizione dei campioni d’Italia, in cambio di un centravanti di sicura qualità e storia ma che allo stato attuale delle cose difende i colori dell’Al Jazira. Una beffa mancata, che Mancini ha saputo trasformare in un punto di forza.

Un percorso tortuoso, passato attraverso radicali come quella dell’obbligo di responsabilità di giocare come uno dei due baluardi davanti alla difesa nell’iniziale 4-2-3-1 della nuova era nerazzurra, passaggio inevitabile per avere oggi a disposizione una mezz’ala totale e soprattutto a corrente continua. Senza più pause, ed in attesa del terzo indizio.

FONTEtuttomercatoweb.com