La Roma batte l’Inter 4-2: nerazzurri in rimonta 2 volte, Pjanic chiude i giochi

Roberto Mancini e la sua truppa, dopo aver ottenuto il passaggio del turno in Europa League, si rituffano nel vivo del campionato, per giocarsela con un avversario che è attualmente la seconda forza del campionato: la Roma di Rudi Garcia. Mancini deve fare a meno di Yuto Nagatomo ed Hernanes, usciti malconci dopo il match di giovedì. La formazione iniziale risente quindi di diversi cambiamenti. L’undici di partenza vede Samir Handanovic tra i pali. La difesa a quattro vede Capitan Ranocchia e Juan Jesus centrali, supportati sulle fasce da Hugo Campagnaro e Dodò.

Il centrocampo è roccioso e vede tra gli interpreti Gary Medel, Zdravko Kuzmanovic, Yann M’Vila e Fredy Guarin a supporto delle due punte, il numero otto Rodrigo Palacio e la grande novità di partenza che risponde al nome di Pablo Daniel Osvaldo. Il centravanti numero sette ha infatti scalzato Mauro Icardi nella formazione titolare. Grandissima chance quindi per l’oriundo per confermare la prestazione di giovedì.

Il primo tempo è frizzante. Infatti, dopo un bel avvio dei nerazzurri, la Roma cresce, conquistando terreno e mettendo in difficoltà l’Inter, specialmente sulla fascia presidiata da Dodò, che soffre moltissimo la pressione di Gervinho. Proprio il giocatore ivoriano diventa il primo marcatore del match, sfruttando un cross di Ljajic al minuto 22, insaccando da due passi. L’Inter però non vuole essere presa a pallonate, e nonostante sembri patire il gioco della Roma, reagisce. Prima con Kuzmanovic, che sfrutta una rimessa laterale lunga di Hugo Campagnaro, calciando di destro. De Santics compie un grande intervento levando il pallone dalla porta. Lo stesso De Santics però, nulla può dieci minuti dopo, al 36’, sul colpo di testa di Andrea Ranocchia. Il nostro capitano infatti, sfrutta a dovere il corner di Zdravko Kuzmanovic, che, oltre all’angolo ben calciato, si è distinto anche per l’impegno profuso sul campo. Il numero ventitré nerazzurro sovrasta Astori e firma il pareggio. Nei minuti finali la Roma cala e l’Inter cresce, ma senza costruire vere occasioni da gol. Si va al riposo sul punteggio di 1-1.

Il secondo tempo si apre con il 2-1 della Roma. Una gran bordata di Holebas fulmina Handanovic e quindi la Roma torna in vantaggio. Vantaggio che dura dieci minuti, perché Dani Osvaldo, con una girata su cross di Dodò, sporcata da Astori, trova il 2-2. Che però ancora una volta dura poco, anzi pochissimo. Infatti la Roma trova il 3-2 con Miralem Pjanic al 60’, un minuto dopo la rete Osvaldo. Questo grazie ad un’azione partita da centrocampo, dopo un dubbio contrasto tra Holebas e Guarin, oggi comunque non pervenuto, orchestrata da terra da Francesco Totti, che serve il centrocampista bosniaco, freddo nel battere Samir Handanovic. La partita continua, con azioni da una parte all’altra, più o meno pericolose. I nostri cambi purtroppo però (Kovacic, Icardi e Obi) non danno i frutti sperati e al 91’, sempre Pjanic, chiude la partita su punizione con uno splendido tiro a giro. La sconfitta fa male, però ce la siamo giocata fino all’ultimo, cosa che non si vedeva da un pezzo. Purtroppo però, un po’ per merito della Roma, ma molto per demeriti nostri, non  è andata a finire come speravamo. Ma la strada può essere quella giusta.