La rivincita di Cambiasso sulla “mafia argentina”

La cura Mazzarri ha ‘resuscitato’ Esteban Cambiasso, 33 anni come il Signore, che era stato bollato troppo presto come giocatore ‘finito’. Come sempre il centrocampista argentino ha risposto sul campo: per lui parlano i 50 gol segnati in maglia nerazzurra, ma soprattutto la professionalità e lo spirito di sacrificio per la squadra mostrati in tutti questi dieci lunghi anni. Dopo il convincente 0-3 di Udine, Cambiasso si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: “Sono sempre stato convinto della forza di Ricky Alvarez, ma se lo avessi detto pubblicamente si sarebbe scritto che qui c’è la mafia degli argentini…”.

Il tempo passa per tutti e il fisico di Cambiasso non regge più i ritmi di una volta, ma può comunque ritagliarsi uno spazio importante anche nella nuova Inter di Thohir. Ovviamente non giocando 50 partite a stagione, ma centellinando le energie sul campo e continuando a essere una guida all’interno dello spogliatoio. I dirigenti nerazzurri sono pronti a rinnovare il suo contratto che scade a fine stagione, ma non alle cifre attuali. Infatti il Cuchu è il secondo giocatore più pagato della rosa dopo Milito con ben 4,5 milioni di euro netti all’anno: se i due argentini vogliono continuare a giocare a San Siro, entrambi dovranno scordarsi accordi pluriennali e quasi dimezzarsi l’ingaggio, seguendo l’esempio di capitan Zanetti.

Quest’ultimo si è rivisto in panchina a Udine ed è pronto a tornare in campo dopo l’infortunio: per lui è già pronta una poltrona dietro la scrivania come dirigente una volta appese le scarpe al chiodo, mentre scommettiamo che dopo il ritiro Cambiasso inizierà una carriera da allenatore, magari partendo proprio dalle giovanili dell’Inter.

Fonte: calciomercato.com