Il fantasma di Pereira, Ranocchia da incubo, la prima sconfitta stagionale. Diamo i numeri di Inter-Roma, da ZERO a DIECI.

Prima, pesante sconfitta stagionale per l’Inter. Risultato bugiardo, almeno per larghezza, rispetto a quanto si è visto in campo. La Roma sempre più capolista batte l’Inter a San Siro per 0-3. Diamo i numeri della gara da ZERO a DIECI.

ZERO le motivazioni che troviamo all’impiego di Pereira. Palito è un fantasma, non attacca e di difendere non se ne parla proprio. Stende Gervinho ed in collaborazione con l’assistente di porta spiana la strada alla Roma.

UNO come la prima sconfitta in campionato. Una anche la partita che l’Inter chiude senza reti all’attivo.

DUE gli episodi dubbi. Che poi, tanto dubbi non sono. Pereira stende Gervinho, il fallo è sacrosanto, ma è fuori area, non è però di quest’avviso l’assistente Guida – ad un metro con la visuale libera – che suggerisce all’arbitro il rigore, 2-0 e ciao Inter. L’altro è il gol annullato a Ranocchia, anche qui pochi dubbi, Andrea con la spalla tocca il braccio di De Sanctis facendogli sfuggire di mano il pallone, in questi casi, il portiere è giustamente tutelato. Come si diceva qualche anno fa: nel dubbio, rigore paa Roma.

TRE gli schiaffi presi dall’Inter. Doppio Totti e Florenzi disegnano un risultato lontano da quello che si è visto in campo. Tre erano anche le reti subite fino ad ora dall’Inter nelle precedenti sei giornate.

QUATTRO il voto a Ranocchia. La sua partita è tutta fatta di leggerezze, distrazioni e rinvii sbilenchi. Un lontano parente del roccioso difensore visto nelle precedenti uscite.

CINQUE a Walter Mazzarri, di incoraggiamento. Le ultime due partite hanno evidenziato tutti i suoi limiti. Il turnover contro il Cagliari e l’ostinazione nel manette sempre e comunque il modulo ad una punta hanno fruttato un punto in due gare. Caro Walter le sostituzioni si possono fare anche nel primo tempo. A dieci minuti dalla fine, sotto per 3-0, è inutile mettere dentro attaccanti come se tirassi briciole ai piccioni.

SEI il voto a Juan Jesus. L’unico che si salva del pacchetto arretrato, semplicemente, perché è l’unico a riuscire a tenere il passo degli attaccanti della Roma. La sua partita non è esente da errori, ma vince nettamente il confronto con i compagni. L’assenza di Campagnaro si sente, Rolando non avendo il suo passo, e nemmeno quello di Gervinho, costringe Nagatomo ad abbassarsi regalando di fatto la fascia destra alla Roma.

SETTE a Samir Handanovic. Incolpevole sui gol, si esibisce in almeno due parate decisive, per quanto possano essere decisive le parate su un passivo di tre reti. Il migliore dei suoi.

OTTO alla Roma di Rudy Garcia. A punteggio pieno dopo sette giornate,  vanta il miglior attacco e la miglior difesa della serie A. Otto è anche il voto a Francesco Totti, a 37 anni suonati segna due gol San Siro contro l’Inter, nel mezzo, una gomitata al volto di Cambiasso, quando però, in tutta onestà, il capitano della Roma, si ferma e tiene palla in attesa che Cuchu si rialzi, poi viene steso da Guarín.

NOVE ai tifosi nerazzurri. Tre gol subiti e zero fischi. Applausi per Guarín per l’impegno, applausi per Alvarez e le sue giocate, applausi per Milito. Applausi.

DIECI gli angoli battuti dall’Inter contro due per la Roma. Possesso palla 63 a 37 per i nerazzurri che tirano 12 volte contro le 8 dei giallorossi. Pari il conto dei tiri nello specchio della porta. Non sembra una partita persa dall’Inter ma tant’è. Che serva di lezione.