La previsione di Bolingbroke non si è avverata, la Uefa rimanda l’Inter

Il quotidiano La Stampa si occupa della situazione finanziaria dell’Inter e degli sviluppi futuri della proprietà per accontentare le richieste UEFA: “«Il nostro obiettivo è rendere l’Inter ancora più forte», firmato Zhang Jindong, il boss di Suning che pare abbia già capito quanto sia difficile la vita alla Pinetina. Il fatto che il maggiore azionista dell’Inter sia arrivato in Italia insieme al presidente Erick Thohir per assistere alla partita contro la Fiorentina e per incontrare tutti i dirigenti non è un fatto da sottovalutare. Sbaglia chi pensa che sia stata soltanto una visita di cortesia, perché all’interno della società nerazzurra sono tante le cose da sistemare. Suning ha investito cento milioni quest’estate per ritrovarsi a cambiare quattro allenatori (Mancini, De Boer, Vecchi e ora Pioli) e guardare gli altri esultare. L’attuale piazzamento in campionato (- 8 punti dalla zona Champions) e l’uscita indegna dall’Europa League non erano certo l’obiettivo che i cinesi si erano prefissati quest’estate. Come non era da programma scontrarsi con l’ennesimo avvertimento dell’Uefa.

In cerca di nuovi sponsor – L’Inter si è sentita nuovamente dire che l’attuale situazione non è in linea con quanto scritto nel famoso «settlement agreements» firmato nel maggio del 2015. Non si è realizzato quasi nulla di quello che aveva prospettato l’ex ad Michael Bolingbroke, sarebbe infatti aumentato il monte ingaggi, i ricavi non avrebbero portato segni positivi e dato più preoccupante, il mercato non è stato gestito come si doveva. Ecco perché a gennaio Piero Ausilio alleato ormai con l’agente Kia Joorabchian (non a caso a Milano in questi giorni) dovrà riuscire a vendere bene alcuni giocatori (per circa 40 milioni) e non potrà pensare di piazzare tante pedine in Cina, come è stato prospettato anche alla stessa Uefa, perché il Jiang su è di proprietà di Suning e quindi sarebbe un’operazione “sospetta” e poco gradita. L’altro escamotage che avrebbero in testa i dirigenti nerazzurri sarebbe quello di creare una sorta di triangolazione tra l’Italia, la Cina e altri club europei, visto che molti giocatori non gradiscono la meta orientale, ma anche questo tipo di affare non è particolarmente gradito ai vertici di Nyon.

C’è comunque tempo per rimettere a posto la situazione (entro fine agosto) e sperare anche nell’arrivo di una grande sponsorizzazione. Zhang su questo fronte è molto attivo e ha già iniziato a incontrare dei grandi colossi cinesi (si parla anche di Alibaba). Per adesso si tratta solo di chiacchiere anche perché la Cina ha regole rigide anche sul fronte fiscale. L’impegno è massimo, Suning pretende lo stesso attivismo anche dai suoi giocatori”.

FONTEfcinter1908.it