La partita del 2015 – La notte da paura, del “tutti titolari” e della consapevolezza

Nella notte di Halloween, a San Siro, c’è un motivo in più per avere paura. La Roma viene da 5 vittorie consecutive ed è in un periodo di forma smagliante. L’Inter, invece, dopo un avvio con la quinta marcia, ha rallentato, quasi parcheggiandosi dopo la sconfitta con la Fiorentina e i pareggi con Sampdoria e Juventus.

Inter-Roma si giocherà dinanzi ad un San Siro quasi tutto esaurito. A Milano la serata è quella tipica del capoluogo lombardo: leggera foschia e freddo secco, 9° circa. Non dovrebbe esserci pericolo di pioggia.

Nella serata in cui “dolcetto o scherzetto” è un motivetto che viene fuori quasi spontaneo, è impossibile non pensare ad un grandissimo scherzetto quando Mancini comunica la formazione ai suoi. Fuori Icardi, dentro Ljajic. Sulle fasce vanno Nagatomo e D’Ambrosio, fino ad ora mai utilizzato.

La partita inizia e la sensazione è subito quella di star affrontando la squadra più in forma del campionato. Il tridente d’attacco della Roma fa paura, con agli esterni Gervinho e Salah in versione Speedy Gonzales. Fanno paura anche Pianjic e il suo piedino educato, Dzeko e la sua stazza. L’Inter, invece, non saprei qualificarla. E’ la solita squadra della versione di Mancini 2.0. Mai uguale a se stessa nella forma, ma sempre con lo stesso atteggiamento. Combattiva, empatica, una squadra che non regala niente a nessuno e si crea la sua fortuna da sola, in qualche modo. Come quando Handanovic para su Maicon e D’Ambrosio si immola sul tap in di Dzeko. La partita assume, a tratti, la forma di un assedio, ma l’Inter non dà mai l’impressione di subire il gioco e l’inerzia dei giallorossi, alzando il muro colpo su colpo, ripartendo con qualità grazie al suo balcanico tridenteic.

La paura si trasforma in pura adrenalina quando al 30′ Jovetic prende palla, la lavora di suola liberando spazio a Medel. Rudiger tarda nell’uscire a coprire lo specchio della porta e il cileno calcia. Gol. Ha segnato Medel, il protagonista meno atteso. Tutti pensano che sia lo scherzetto della notte da paura, ma il boato di San Siro rende tutto un po’ più dolce. Medel firma il suo primo gol con l’Inter. La paura che non sia tutto vero si fa davvero concreta quando Gervinho parte in velocità e Murillo gli ruba il pallone con un estirada che strappa applausi quasi quanto il gol. Era da tanto che non si vedeva un tale intervento difensivo a San Siro, ma anche questo è vero.

La partita va avanti e la Roma continua ad imbastire trame offensive che puntualmente si spengono a ridosso dell’area di rigore. L’indole guerriera dell’Inter e dell’autore del gol sono il volto di una partita che l’Inter porterà a casa, prendendosi la vetta della classifica, realizzando una volta per tutte che la musica è cambiata.

Per questo Inter-Roma è la partita più bella/intensa/significativa/orgogliosa del 2015. Perchè l’Inter non si piegherà di fronte e nessuno. Gli addetti ai lavori iniziano a scomodare paroloni del tipo “Triplete”, “Mourinho”, “Scudetto”. La notte da paura se l’aggiudica l’Inter, tanto che risulta doveroso cambiare il motivetto. “Scudetto o scherzetto?