La partenza convincente, il secondo tempo abulico, il minuto 89. Diamo i numeri di Inter-Sampdoria

La prima di Thohir a San Siro. L’avversario era abbordabile, i tanti ex presenti sulle tribune, in campo e sulle panchine, potevano far presagire uno splendido pomeriggio di festa. Festa lo è stata solo per Sinisa Mihajlović che porta a casa un punto contro la sua Inter a San Siro, e per Renen Garcia, che appena entrato, segna il suo primo gol in serie A. Finisce 1-1. Diamo i numeri della gara da ZERO a DIECI.

ZERO possibilità. Un buon primo tempo contro una Sampdoria viva. Nel secondo quando i blucerchiati spingevano, lasciando spazio al contropiede, l’Inter non è stata mai capace di ripartire. Quella che quest’anno è una delle più spiccate caratteristiche dei nerazzurri, non è riuscita, nonostante le possibilità ad emergere. Palacio si danna da solo in attacco e non gli arriva mai un pallone giocabile.

ONE man show. Il primo tempo è solo applausi per Alvarez Ricky Maravilla, gioca come un campione vero. Vince tutti i duelli, non butta mai via un pallone, è padrone del fronte d’attacco sinistro e si accentra spesso per provare il tiro. Speranza.

DUE pareggi. Nelle ultime due gare, in entrambi i casi i nerazzurri avrebbero potuto agguantare il terzo posto. Spreconi.

TRE almeno, le occasioni sprecate da Taider. Tre volte Saphir si è trovato faccia a faccia con Da Costa, non è mai riuscito ad impattare il pallone. Anche in occasione del gol del Guaro, lui si trovava a centro area ed ha bucato clamorosamente il cross di Alvarez.

QUATTRO i legni colpiti da Guarín. Il colombiano con il palo di ieri, è solo in questa particolare classifica che lo vedeva appaiato finora con Carlos Tevez.

CINQUE possibilità buttate al vento. Dei sei pareggi dell’Inter in stagione, cinque volte – se non si conta il pareggio con la Juventus – contro Cagliari, Torino, Atalanta, Bologna e infine contro la Sampdoria, i nerazzurri avrebbero dovuto tornare a casa con una meritata vittoria, invece, anche stavolta si devono accontentare di un punto.

SEI tiri in porta. Il misero bottino dei tiri in porta dei nerazzurri, contro le 13 conclusioni doriane.

SETTE è sempre il numero di Belfodil. Anche ieri gioca pochi minuti, senza incidere. Palacio è troppo solo, perché non provare a metterlo in campo un po’ prima?

OTTO il numero di Palacio. Non segna da 3 partite, ma non è tutta colpa sua. Si danna per 90 minuti, corre come un matto per coprire tutto il fronte dell’attacco, ma quando si accentra non gli arriva mai un pallone. Incompreso.

NOVE a Thohir. Per la sua prima partita a San Siro, invita molte vecchie glorie nerazzurre, lodevole iniziativa per prendere contatti con l’ambiente e per sentirsi parte della famiglia. Le sue espressioni in tribuna fanno pensare all’entusiasmo di un bambino. Nove anche a Sinisa Mihajlovic, la sua Samp, ieri ha fatto una piccola impresa, dando tutto fino all’ultimo minuto. In bocca al lupo Sinisa.

DIECI punti. Sono quelli che dividono l’Inter dalla capolista Juventus. Non è quello il traguardo a cui devono guardare i nerazzurri, ma un po’ di vittorie all’inizio avevano fatto ben sperare. Mai dire mai.