La nuova vita di Guarin: con Mancini ricomincia da zero

Quando venerdì scorso Walter Mazzarri si è presentato per l’ultima volta alla Pinetina per salutare la squadra alcuni giocatori (Juan Jesus, Hernanes, Jonathan e Nagatomo) non sono riusciti a trattenere l’emozione e le lacrime sono venute giù copiose. Il dispiacere per un progetto fallito è stato un po’ il sentimento comune, ma nel gruppo c’è stato anche chi ha tirato un sospiro di sollievo e se qualche lacrima in privato se la fosse lasciata scappare sarebbe stata sicuramente di gioia e liberazione.

Con il ritorno alla Pinetina di Roberto Mancini, per Fredy Guarin comincia un altro capitolo della sua (travagliata) storia con la maglia dell’Inter, con quella casacca che nell’ultimo anno è stato sul punto di lasciare in più occasioni. Non è infatti un mistero che tra il colombiano e Mazzarri non scorresse del buon sangue, tanto che il tecnico toscano ha dato sempre il suo ok alla cessione e a gennaio ha chiesto a gran voce Hernanes, venendo accontentato da Thohir.

Con l’allenatore di San Vincenzo, Guarin non ha mai trovato una precisa collocazione tattica: interno nel centrocampo a tre, largo sulla fascia, trequartista o addirittura punta. Un turbinìo di posizioni in campo che ha fatto perdere la bussola al giocatore.

Il Mancio, invece, è un suo grande estimatore sin dai tempi del Porto e non a caso nella scorsa sessione invernale aveva provato a portarlo al Manchester City, ma Guarin aveva in mente solo la Juventus. Poi lo scambio alla pari con Vucicin saltò per l’insurrezione popolare dei tifosi, che fecero tornare sui propri passi il club nerazzurro. “Guarin è un grandissimo giocatore, al Porto ha fatto benissimo” le parole al miele dello jesino nel giorno della presentazione.

FONTEgoal.com