La maglia dell’Inter va onorata, chi gioca deve metterci il cuore!

Ancora una volta, il risveglio del lunedì mattina è per noi interisti tutt’altro che positivo, siamo reduci dall’ennesima sconfitta, e abbiamo la mente pervasa da mille dubbi e domande. La partita di ieri pomeriggio contro il Genoa, ha fatto esplodere nel tifoso nerazzurro, sentimenti di rabbia, confusione e soprattutto delusione.

Per l’ennesima volta l’Inter viene privata di un calcio di rigore, e arriviamo così al sesto che ci viene negato in sei partite consecutive, siamo l’unica squadra a cui  ancora non ne è stato assegnato uno in questo campionato. Su questo potremmo parlare e discutere per ore, ma vorrei spostare l’attenzione su un altro elemento che ieri è mancato, il gioco di squadra.

Vedere due giocatori come Palacio e Jonathan che preferiscono la giocata personale, piuttosto che passar palla a un Milito completamente solo in area di rigore, mi fa arrabbiare e mi lascia perplessa, la sensazione è che ognuno giochi per se, non per il risultato o per la squadra, ma per gloria personale.
In un momento in cui tutto è complicato e in cui la sorte ci è avversa, azioni così non devono essere sprecate, perché ci vuole tanto per vincere una partita in casa Inter oggigiorno, ma basta veramente poco per perderla. A differenza delle ultime partite, sicuramente in quella di ieri si è visto qualcosa in più, ma è ancora troppo poco.
La maglia che i nostri giocatori indossano va onorata, e per onorarla non dico che dovrebbero vincere ogni partita o segnare gol a dismisura, basterebbe che scendessero in campo con grinta, che mostrassero passione nelle loro giocate, che lottassero per non perdere il pallone, e che si concentrassero in ogni singola azione.

Il momento di crisi, va capito, ma deve essere compreso anche il bisogno dei tifosi di osservare  giocatori che ci mettono l’anima in quello che fanno, e un allenatore che le prova tutte per vincere una partita, che si arrabbia quando la sua squadra viene penalizzata e che la incita fino all’ultimo secondo di gioco.

I tifosi non faranno mai mancare il loro sostegno, la squadra nei momenti di difficoltà va amata e sostenuta molto di più rispetto ai momenti positivi, ma sarebbe bello vedere in campo “il cuore”, al di là del risultato.