La grande importanza di Ivan Perišić

Ivan Perišić finora ha fatto vedere il suo immenso potenziale solo a sprazzi. Un paio di accelerazioni repentine sulla fascia, un bel tiro contro l’Hellas Verona su assist di Jovetić e poco altro. A causa di queste prestazioni, giudicate sottotono, il giocatore ha subito molte critiche, che arrivano a contestare anche i venti milioni pagati dall’Inter per aggiudicarsi il suo cartellino a titolo definitivo. Le critiche ci possono stare, perché effettivamente il giocatore può dare molto di più alla causa comune nerazzurra, ma non bisogna pigiare eccessivamente il tasto per diversi motivi.

Innanzitutto siamo alla sesta giornata, la quarta per il giocatore. C’è quindi il tempo per zittire i detrattori da parte del talento croato. Inoltre è un giocatore proveniente dalla Bundesliga, campionato molto diverso da quello nostrano, molto tattico, e di conseguenza non di facile adattamento. Ma quello che i critici non vedono, è l’importanza di Perišić a livello tattico. il numero 44 è dotato di una grande duttilità, che gli consente di occupare più ruoli nel reparto avanzato, nella fattispecie esterno e trequartista. Va detto che il giocatore rende meglio nel primo ruolo, per quello visto finora. Infatti Mancini può schierare due moduli, senza operare sostituzioni, ovvero il 4-3-1-2 o il 4-3-3. Inoltre, va valutato anche il cosiddetto “lavoro sporco” del croato, pronto a ripiegare in fase difensiva per dare una mano ai compagni del reparto arretrato. Mancini, suo grande estimatore e principale artefice del suo approdo in quel di Appiano Gentile, era ed è ben consapevole dell’importanza di un giocatore come lui, che si è legato all’Inter per i prossimi cinque anni.