La gara di Joao Mario: ecco come ha cambiato l’Inter. Le sue statistiche

La prima apparizione di Joao Mario con la maglia dell’Inter, contro il Pescara, è stata tutto sommato sufficiente. Chi si aspetta da lui un craque che strappi in due le partite con serpentine fulminanti o giocate di forza e inerzia, si sbaglia. Il portoghese è un calciatore innanzitutto tattico.

Secondo molti la sua qualità migliore, in campo, non risiede tra i piedi, ma in testa: l’intelligenza. Non che non abbia le qualità per decidere più di qualche partita, per carità, ma non è uno “spaccapartite”. Per fare un esempio, è stato paragonato a Xavi, un uomo che sposta gli equilibri con i tempi delle giocate, il ritmo, gli assist e la qualità. Contro il Pescara l’abbiamo visto in campo per la prima volta, e la sua partita può essere riassunta in alcuni numeri e in un grafico, quello fornitoci da whoscored.

Palloni toccati: 94 (secondo solo a Banega, che ne ha toccati 107)
Tiri: 0
Passaggi decisivi: 2
Passaggi effettuati: 71
Precisione passaggi: 85,9%
Cross: 6 (Ne hanno provati di più solo i 3 dietro ad Icardi: Perisic 7, Banega 11, Candreva 10)
Cross andati a buon fine: 1
Lanci lunghi: 5
Lanci lunghi andati a buon fine: 5 (Il portoghese è l’unico della squadra a non averne sbagliato nemmeno uno)
Duelli aerei vinti: 1
Dribbling riusciti: 2
Falli: 3
Palloni persi: 3
Controlli sbagliati: 1

Come visibile dal grafico a fondo pagina che mostra le zone di campo occupate dal numero 6, pur considerando che contro il Pescara l’Inter ha tenuto il baricentro abbastanza alto, è possibile notare come per forza di cose, giocando in quella posizione centrale, il portoghese sia destinato a diventare fondamentale nella creazione del gioco della squadra di De Boer: un crocevia tra impostazione del gioco a partire dalla retroguardia e ultimi 30 metri di campo, laddove servono guizzi e assit che consentano agli attaccanti di finalizzare. Joao Mario, dopo una sola partita, guardando i numeri, ha dimostrato di poter essere molto importante.

FONTEfcinternews.it