La favola di Ranocchia. Da bidone a intoccabile

Il Principe e il Ranocchia. La favola Inter passa anche dagli unici nerazzurri sempre titolari in questo campionato. Milito in fondo è una certezza, perché anche quando non segna – ed è comunque primo a quota 24 in campionato nell’anno solare – aiuta i compagni a segnare. Il 24enne umbro invece è candidato al premio «Lazzaro 2012» perché veniva da una stagione da incubo e pare resuscitato con la stessa facilità con cui prima era passato da nuovo Nesta a bidone. Infortuni e testa Arrivato in nerazzurro dal Genoa nel gennaio 2011 dopo che Samuel si era rotto il crociato, con Leonardo Ranocchia aveva giocato spesso e bene. Poi il «Muro» è tornato, con Gasperini e Ranieri il feeling non è mai scattato e il ragazzo ci ha messo del suo, arrabbiandosi per le continue esclusioni e scendendo in campo poco sereno quando toccava a lui. Il tutto condito da due stiramenti collegati anche all’insoddisfazione, non a caso arrivati in settembre, dopo l’espulsione col Novara e scena isterica nel lasciare il campo, e a marzo, dopo l’eliminazione dalla Champions per mano del Marsiglia, con l’intoccabile Lucio a farsi prendere in giro da Brandao? Quel Lucio cui – come gira la ruota… – ora Conte preferisce addirittura Marrone, un 22enne che nasce centrocampista. Azzurro e svolta Visto che Strama si giocava il futuro in 9 giornate e ha puntato sui senatori, anche perché il ragazzo ormai con la testa non c’era più, la stagione è andata in fumo. E con essa la possibilità di giocare l’Europeo con Prandelli. Inevitabile quindi che tornassero le sirene di mercato, anche perché Ranocchia a giugno pensava ancora a chiedere una maglia da titolare o la cessione piuttosto che guadagnarsi una maglia sul campo. Atteggiamento che ha infastidito anche il presidente Moratti, che ben sapeva degli sms che al difensore arrivavano dallo stesso Conte, ex tecnico ad Arezzo e Bari. Poi la svolta. L’Inter ha giustamente negato un confronto al ragazzo, che doveva solo abbassare la testa e far parlare il campo. Lui ha rinunciato a parte delle vacanze per lavorare in palestra e presentarsi nel ritiro di Pinzolo tirato a lucido. Anche nella testa. E non è appunto un caso che, malgrado ora giochi ogni tre giorni, non abbia più avuto infortuni. Con la complicità dell’infortunio di Chivu e degli stenti di Silvestre, Ranocchia è diventato insostituibile, esaltandosi col passaggio a quella difesa a tre che con Gasp sembrava indigesta anche a lui. Condizionamenti Nel frattempo ha imparato a tirare fuori le palle. Punto sul quale lo stuzzicava spesso il «fratellone» Materazzi, un luminare in materia. La tecnica difensiva infatti non è mai stata in discussione, ma se quando vai nell’area avversaria sembri aver il dubbio di disturbare non segnerai mai malgrado 195 centimetri e un 47 di piede. La zuccata vincente di Bologna è un altro segnale pesante. Il coinvolgimento nel calcioscommesse un tempo lo avrebbe depresso e adesso gli ha dato ulteriore carica. La sua crescita passa ora da un nuovo step. Oggi Strama gli parlerà per capire quanto giocherebbe condizionato contro la Samp, sapendo che con un’ammonizione salterebbe la Juve. Ma la favola del Ranocchia non può certo fermarsi a un giallo.

Fonte: calciosport24.it