Kovacic ok. Ma allora perché prendere Melo?

C’era grande curiosità di vedere Mateo Kovacic al cospetto di mostri sacri come i giocatori del Real e, secondo la Gazzetta dello Sport, il croato ha confermato le sue enormi qualità. “Mateo ha superato l’esame a (quasi) pieni voti. Tosto il giusto, vedi i tanti tackle. Con senso della posizione. E senza rinunciare alle sue accelerazioni e verticalizzazioni. Pronti via e il 20enne ha piazzato uno strappo centrale di 60 metri palla al piede, allargando al limite dell’area per Palacio con il quale il triangolo gol non si è chiuso per una questione di centimetri. Da una sua bellissima percussione è arrivato anche il primo tiro in porta dell’Inter, giusto allo scadere del tempo. Mateo insomma piace e si piace.

Forse a volte anche troppo, come quando ha innescato il raddoppio spagnolo a inizio ripresa cercando una giocata da quel fuoriclasse che diventerà. Ma il colpo di tacco al limite della propria area è diventato harakiri. Peccati di gioventù, si dice in questi casi. Quei peccati che nella passata stagione ai Mancio boys sono costati punti su punti. Tanto che viene da pensare alla famosa necessità di un leader che trascini i compagni nei momenti di difficoltà”. Da qui la domanda che si pone la rosea: “Se credi davvero al Kovacic regista, tatticamente che senso ha puntare su Felipe Melo? Senza dimenticare che sta per tornare Medel​”. Il rischio sarebbe quello di far perdere al giovane croato certezze: “A furia di dire che può giocare in qualsiasi posizione, rischia di non riuscire a esplodere in nessuna”, si legge. ​