Kovacic-Hernanes-Podolski: le 3 spine di Mancini in un’Inter in ripresa

Contro il Palermo Mancini ha ammirato l’Inter che si immaginava da un po’, una squadra propositiva, capace di macinare gioco e con un certo equilibrio anche difensivo. Goal, gioco e tre punti, tutto in 90′ per quella che sembra una piccola luce in fondo al tunnel buio della crisi.

Il passaggio al 4-3-3 e l’inserimento di Brozovic, bravo a fare le due fasi e a inserirsi, hanno dato le risposte che il Mancio cercava: la squadra ha un maggiore equilibrio, la difesa soffre meno e l’attacco crea molte più occasioni. Tutti felici, tutti uniti per salvare una stagione finora deludente, ma c’è anche chi deve essere un po’ preoccupato perché ha perso il posto da titolare e chissà se mai lo ritroverà. Le tre spine del Mancio sono Mateo Kovacic, Hernanes e Lukas Podolski.

KOVACIC – L’arrivo del connazionale (e amico) Brozovic gli ha fatto un gran piacere, ma allo stesso tempo gli sta chiudendo le porte dell’undici titolare. Mancini crede ciecamente nel talento del croato, ma il numero 10 deve migliorare nella continuità e crescere sotto ogni punto di vista. Troppe pause e amnesie durante una partita. Il Mancio non lo vede in mediana e il 4-3-3 lo penalizza perché sull’esterno rende pochissimo (vedi derby). Con lui in campo dal 1′, i nerazzurri hanno vinto solo a Verona con il Chievo, mentre nelle due gare migliori della gestione Mancini (Genoa e Palermo) Kovacic è partito dalla panchina.

HERNANES – Solo poco più di un anno fa è stato il fiore all’occhiello del mercato invernale interista, il primo colpo di Thohir che, per strapparlo alla Lazio, ha speso 20 milioni di euro. Un anno dopo Hernanes è ancora qua, ma ha perso i gradi da titolare già da un po’ e in questo lasso di tempo solo raramente si è visto il giocatore ammirato con la maglia biancoceleste. In più ci si è messo anche qualche malanno muscolare di troppo, tanto che nelle ultime 12 gare il brasiliano è sceso in campo appena 4 volte, di cui tre da titolare.

Nel 4-2-3-1 l’ex Lazio è stato impiegato quasi sempre come esterno nel terzetto dietro la punta con risultati alquanto modesti. Ora con il passaggio al 4-3-3, il suo posto è occupato da Guarin, che ha maggiore corsa ed è più abile negli inserimenti. La settimana prossima torna l’Europa League e con il doppio impegno ci sarà più spazio per tutti. Il brasiliano avrà una nuova chance: se non la sfrutterà, facile che in estate sarà uno di quelli che farà la valigia.

PODOLSKI – Al suo arrivo a Malpensa è stato accolto come un re, come il giocatore che poteva risolvere tutti i problemi dell’Inter. L’impatto con il campionato italiano è stato dei migliori (ottimo spezzone con la Juve e bella gara con il Genoa), poi pian piano il tedesco si è sgonfiato, ha palesato una forma fisica imbarazzante e – assist per Shaqiri in Coppa Italia contro la Sampdoria a parte – ha messo insieme prestazioni deludenti una dopo l’altra (Empoli, Torino e Sassuolo). Dopo il primo tempo scadente di Reggio Emilia, l’ex Arsenal è uscito di squadra e non ci è più rientrato. Di questo passo a giugno tornerà all’Arsenal senza nessun rimpianto.

FONTEgoal.com