Kondogbia una delusione? Eppure…

I giornalisti delle principali testate sportive italiane, si sono divertiti a coniare il soprannome “Mr 40 milioni” per Geoffrey Kondogbia. A prescindere dal fatto che la pubblicazione del bilancio dell’Inter, reperibile sul sito ufficiale, ha smentito questo “pseudonimo”, sembra che ci sia stato un forte accanimento nei confronti di questo ragazzo di ventidue anni.

Servitisi dell’inflazionato coro “Che ci frega di Pogba, noi abbiamo Kondogbia”, lo hanno usato come improprio termine di paragone tra i due giocatori, facendo a pezzi il ragazzo di nome Geoffrey. Il paragone tra i due giocatori, in questo momento, è assolutamente impari per ovvie ragioni. Pogba gioca da tre anni abbondanti nel campi1onato italiano e si è già affermato come titolare inamovibile nella sua squadra. Il povero Kondogbia invece, complice anche qualche malanno fisico, non è ancora riuscito a dire la sua nel campionato italiano, tanto da perdere addirittura le chiamate della sua nazionale. Ma tutto questo è bastato già a bollarlo come un flop della campagna acquisti nerazzurra, nonostante la stagione sia appena a metà del suo corso.

E qui cominciano a sorgere i primi interrogativi. Ma è veramente possibile giudicare in questo modo un giocatore, proveniente da un altro campionato e così giovane, dopo diciassette partite, tredici delle quali disputate? Se sì, è un ragionamento molto scontato. Eppure la storia dell’Inter (e non solo) ci insegna che i giocatori non maturano tutti allo stesso tempo e allo stesso modo. L’ultimo esempio, in ordine di tempo, è Mateo Kovačić. Lo abbiamo aspettato per quasi tre stagioni, ma la sua tecnica si è vista solamente a sprazzi, prima di cederlo davanti a un’offerta vantaggiosa. Ma non è l’unico. Un altro giocatore che non fece faville i suoi primi tempi in Italia fu Hernàn Crespo. Arrivato dal campionato argentino, nel Parma faticò molto i primi mesi. Poi riuscì ad affermarsi come uno dei centravanti argentini più prolifici della Serie A e dell’Albiceleste.

Il senso del discorso vuole essere questo: se abbiamo aspettato nomi altisonanti, che sono più o meno riusciti ad affermarsi possiamo farlo anche con Kondogbia, visto e considerato che l’impegno c’è. Poi per giudicare un giocatore si fa sempre in tempo.