Kondo e la critica esasperata: l’Inter si tiene stretto il suo derby estivo

Arrivato in estate con aspettative fuori dal comune, Geoffrey Kondogbia si trova nella surreale situazione di doversi snaturare per non essere considerato deludente. Si è iniziato ipervalutandone la quotazione sul mercato, identificata per mesi in non meglio precisati 40 milioni di euro che si sono poi rivelati 31 nel corso dell’ultima assemblea dei soci nerazzurri, e si è proseguito giudicandone negativamente le prestazioni sotto alcuni punti di vista assolutamente discutibili. “Segna meno di Pogba, in carriera non ha fatto che una decina di gol sommando tutte le sue stagioni”.

Come se la quota realizzativa fosse un paradigma incontrovertibile nel giudizio di qualsiasi calciatore, a prescindere dalle sue caratteristiche e dal ruolo rivestito. Nel caso di Kondogbia, nella fattispecie, è oggettivamente difficile pretendere molto di più rispetto a quanto mostrato dall’ex Monaco in queste prime dieci giornate di campionato.

Centrocampista difensivo di fisico e quantità, ed inserito in un contesto tattico che non prevede giocatori con caratteristiche differenti dalle sue nel cuore della manovra, Kondogbia sta mettendo a disposizione quelle che sono le sue armi alternando momenti di strapotere ad altri di disorientamento, proprio come non è continua la manovra di una squadra che allo stato attuale delle cose non è balzata agli onori delle cronache calcistiche per la bellezza del proprio gioco o per le reti realizzate. In un collettivo che ha messo insieme 10 gol in 10 partite ed in cui perfino il bomber principale Mauro Icardi è stato aspramente criticato per la sua scarsa prolificità, sarebbe stato oggettivamente difficile pretendere qualcosa in più.

Se a ciò si aggiunge l’inevitabile periodo di adattamento che qualsiasi giocatore proveniente da una realtà diversa rispetto a quella italiana attraversa nel primo periodo italiano, le scusanti nei confronti del principale colpo estivo dei nerazzurri aumentano a dismisura giustificando la pazienza e la fiducia che tutta la società con Mancini in primis gli stanno dimostrando con parole e fatti. Lo scontro con uno dei reparti competitivi d’Europa che propone la prossima giornata di campionato, darà sicuramente qualche indicazione in più. Nel frattempo, è giusto che Kondogbia non paghi il fatto di essere diverso da Yaya Toure.