Le stelle sono tante, ma non milioni di milioni… Qualcuno lo ricordi agli Juventini

È un editoriale un po’ particolare ma sono certa che renderà bene l’idea tramite una storia fatta di similitudini e metafore. Alla fine svelerò il soggetto della mia storia, ma sono certa che a quel punto avrete già capito.
C’era una volta una squadra di calcio che nonostante non stesse vivendo il periodo più luminoso della sua storia restava unita e impostava un futuro degno del nome che porta; ce n’era un’altra che invece di gioire per ciò che aveva ottenuto rivangava un passato che non le fa onore. Come se un bambino promosso con merito a pieni voti si ostinasse a volere nuovamente sottolineare quella sciagurata volta in cui prese un 10 ma gli venne abbassato di alcuni punti quando la maestra si accorse che aveva copiato. Il bimbo non è felice per il buon risultato di oggi perché si ostina a recriminare quel 10 precedente che era stato guadagnato con la bugia e con l’inganno. Lo vuole perché sostiene che una volta ottenuto “sul banco” non va più restituito. Quello che è peggio è che i genitori dell’alunno non stanno dalla parte della giustizia, ma difendono il bambino che si sente così autorizzato a perseverare nella direzione sbagliata.
Mi sembra chiaro che mi riferisco qui alla dirigenza bianconera, che avrebbe il dovere di smorzare le polemiche anziché aumentare il malcontento.
Spero si accetti il 29 come numero degli scudetti della Juventus anche per rispetto del calcio e della sportività nel vero senso della parola. Altrimenti maestre, istituzioni, leggi, regole e buon senso non avrebbero più modo di esistere.

Stefania Cattaneo