Juventus-Inter: tridente si, tridente no?

A poco più di 24 ore dalla sfida più attesa al cospetto dei campioni d’Italia della Juventus, Andrea Stramaccioni è fortemente tentato di andare a Torino impiegando contemporaneamente tutta l’artiglieria pesante a disposizione nella sua Inter. Ci ha abituato a sorprese il tecnico nerazzurro, che in poche settimane ha saputo creare un’Inter camaleontica, capace di cambiare assetto e atteggiamento a gara in corso e di adattarsi al meglio agli avversari.
I risultati gli stanno dando ragione e sono sotto gli occhi di tutti: 8 vittorie consecutive (6 in campionato e 2 in Europa League) e altrettante in trasferta sono numeri che impensieriscono la Juventus e fanno tremare l’imbattibilità della squadra di Conte, arrivata a 49 successi di fila. Pagherebbero di tasca loro i tifosi nerazzurri, perché domani sera lo Juventus Stadium venga violato per la prima volta proprio da Zanetti e compagni.
I tre là davanti, Milito, Cassano e Palacio stanno attraversando un momento di grande forma, quando sono stati impiegati tutti insieme sono stati a tratti devastanti (chiedere a Catania e Sampdoria) e schierarli dal primo minuto contro Buffon e compagni dal punto di vista psicologico sarebbe una prova di sicurezza nei propri mezzi e un messaggio chiaro agli avversari: “Non ci fate paura”.
Non bisogna però cadere nella trappola della presunzione, di fronte c’è una squadra che non perde mai e che ha nel pubblico il 12esimo uomo in campo. C’è anche un aspetto tecnico: quando è stato impiegato il tridente pesante (sempre a San Siro e contro squadre anche loro con il tridente), la difesa è stata schierata a 4: con il Catania Obi ha agito da terzino destro, con Juan Jesus dall’altra parte, mentre contro la Sampdoria gli esterni erano Zanetti e Pereira, con Ranocchia e Samuel centrali.

Contro la Juventus è certo il ritorno allo schieramento a tre dietro, un sistema difensivo che ha cambiato il volto della squadra e dato maggiore solidità ed equilibrio a tutta la squadra. Ecco perché, senza Coutinho e Sneijder, la ‘pazza idea’ di Strama potrebbe rimanere nel cassetto, almeno al fischio di inizio, e lasciare spazio a un più prudente (ed equilibrato) 3-5-2.
Centrocampo a cinque dove potrebbe trovare posto Guarin, rinfrancato dall’ottimo secondo tempo contro la Sampdoria e dal gol che ha chiuso la sfida. A insidiare il colombiano, c’è Mudingayi, sempre titolare nelle ultime 4 partite, anche se l’ex bolognese potrebbe pagare il brutto primo tempo contro la Samp.
Centrocampisti con caratteristiche diverse, un’Inter più tecnica nel primo caso, più muscolare e operaia nel secondo. La caratteristica di fondo, però, rimane la stessa, ovvero una squadra che nelle ripartenze sa essere micidiale e con pochi tocchi sa arrivare in porta. Con lo schieramento a due punte, il grande nodo è: “chi rimane fuori tra Cassano e Palacio?”.
La risposta la sa solo Stramaccioni, di sicuro c’è che Fantantonio ha la capacità con una giocata di cambiare la partita, mentre il “Trenza” è l’uomo adatto per innescare il contropiede e anche per finalizzarlo. Una scelta che dipenderà dall’atteggiamento della squadra: se la tattica sarà attendista, allora meglio l’argentino, se invece si proverà a battere la Juve imponendo il proprio gioco, allora al talento di Cassano non si può rinunciare.
Ragionamenti e idee buttate lì: chissà poi cosa tirerà fuori dal cilindro Mago Strama…

Fonte: goal.com