Juan Jesus, da oggetto misterioso a pilastro

Era il dicembre dell’anno 2011, quando un’Inter fin troppo deludentee tentennante si accingeva a intervenire sul mercato per porre rimedio a una rosa costruita con troppa fretta e poca pianificazione.
Budget ridotto, pochi nomi “grossi” a disposizione: per Branca le premesse non erano delle migliori, il fiato sul collo da parte di una tifoseria intera viceversa sempre più pressante. L’ennesimo viaggio in Brasile, foriero più di tante critiche (e irrispettose insinuazioni) che altro, siglava il passaggio in nerazzurro di tale Juan Guilherme Nenus Jesus, giovane difensore prelevato dall’Internacional per pochi spiccioli.
La consueta e prevedibile reazione costituita dall’immancabile coro di domande e considerazioni culminanti con i classici “Ma chi è?“, “Un altro buco nell’acqua”, “L’ennesima vacanza in Sudamerica per il nullafacente Branca” ha trovato poi la velata conferma in tali mentalità, abbastanza maligne, a dire il vero, nello scarsissimo utilizzo che nello scorcio finale della scorsa stagione ne hanno fatto prima Ranieri e poi Stramaccioni.

Suonava tutto come una stroncatura, una bocciatura per un giovane incolpevole e bruciato da una società senza organizzazione alcuna. Ma il bello viene qui; perché Juan Jesus ha letteralmente rubato la scena a tutti i compagni di reparto in questo inizio di stagione. Ventuno anni e un temperamento da leader consumato lo stanno perentoriamente rendendo un pilastro indiscusso nella nuova difesa a 3 sperimentata da Mister Stramaccioni. Il merito di questa esplosione deve essere in grande parte attribuito a lui, giovane che lavora in grande sintonia con i giovani: capace di metterli a proprio agio, li fa sentire al centro di un progetto. Siamo chiari: quanti altri tecnici avrebbero affidato le chiavi di una difesa da rifondare perché reduce da una stagione aberrante a un giocatore così giovane, e in fondo inesperto?

Altro plauso, ci fa piacere scriverlo, va fatto a Marco Branca, direttore tecnico troppo spesso criticato per colpe non sempre sue. Gli si rimprovera di essere poco attivo quando serve, “poco presente sul pezzo”, di lasciarsi sfuggire le occasioni migliori; l’acquisto di Juan Jesus rappresenta la dimostrazione dell’esatto opposto, di una – probabilmente – mai perduta abilità nello scouting, di una strategia che, condotta lontano dai protagonismi e dagli annunci sbandierati sulle prime pagine dei giornali, magari con tanto di foto celebrativa (ogni riferimento è puramente voluto), in mezzo a qualche inevitabile delusione ha quasi sempre portato giocatori di indiscutibile qualità in nerazzurro.

Fonte: fantagazzetta.com