Jovetic sfida Salah. I muscoli di cristallo e i dubbi tattici non spaventano l’Inter: ecco perché

Il prossimo nome nella casella ‘acquisti’ dell’Inter in questa sessione estiva di mercato a dir poco movimentata sarà quello di un attaccante. Marco Fassone, direttore generale, e Piero Ausilio, direttore sportivo, hanno confermato in questi giorni la necessità di sostituire prima possibile Lukas Podolski. A esclusione dello ‘scambio’ Shaqiri-Perisic, con il primo che farà posto al secondo, sono due i nomi cerchiati in blu sul taccuino del diesse: Mohamed Salah e Stevan Jovetic. Entrambi extracomunitari, uno esclude automaticamente l’altro.

COME UN ANNO FA – Se la situazione dell’egiziano, per quanto estremamente complessa e delicata, è chiara (si attende di sapere qual è il club che nella prossima stagione ne deterrà i diritti sportivi), lo è forse ancora di più quella relativa al montenegrino, da tempo un pallino di Ausilio, il quale già la scorsa estate avrebbe voluto vestirlo, senza successo, di nerazzurro. Un anno fa non sussistevano le condizioni per ottenere un prestito con diritto/obbligo di riscatto, nel frattempo però la situazione dell’ex Fiorentina è cambiata e con il Manchester City da giorni c’è un’intesa sulla formula dell’eventuale trasferimento, anche se manca quella sull’importo totale. Differenza di vedute non certo incolmabile, se l’Inter decidesse di accelerare per JoJo.

MUSCOLI DI CRISTALLO – Due però le perplessità che accompagnerebbero il suo approdo all’Inter. Una di natura prettamente fisica, l’altra tattica. Sulle qualità tecniche in casa nerazzurra non c’è alcun dubbio, invece. Per quanto concerne la sua solidità fisica, solo la scorsa stagione Jovetic è rimasto out ben 81 giorni a causa di tre infortuni muscolari, perdendo in totale 14 partite. Ben 94 i giorni da infortunato, sempre per guai muscolari, nella stagione precedente, per un totale di 21 partite saltate. Insomma, senza andare troppo a ritroso, il montenegrino ha mostrato una certa fragilità (soprattutto alla coscia) che lo ha portato lentamente ai margini della rosa di Manuel Pellegrini, al punto da rimanere escluso dall’ultima lista Champions del Manchester City. Probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso del giocatore, deciso a cambiare aria a fine stagione in caso di conferma del manager. Puntualmente arrivata.

PREPARATI E CONSAPEVOLI – In casa nerazzurra sono consapevoli dei malanni patiti dall’attaccante durante la sua esperienza in maglia Citizens, e se alla fine fosse lui il prescelto anziché Salah sono già pronti tutti i controlli e gli esami medici del caso. C’è altresì la convinzione che buona parte degli infortuni muscolari subiti da Jovetic dipenda dallo scarso minutaggio che gli veniva concesso a prescindere da questioni fisiche. Con poco rodaggio e minuti nelle gambe, è più facile che i muscoli ne risentano. La preoccupazione che aleggia intorno al nome di Stevan Jovetic dunque non è un deterrente per Ausilio e Mancini, che da questo punto di vista si fidano del montenegrino. Altrimenti la trattativa non sarebbe arrivata a un punto così avanzato (accordo con il calciatore e quasi con il suo club).

TATTICAMENTE ADATTABILE – C’è poi un’altra perplessità tattica sull’ex Fiorentina: il ruolo. Con il trascorrere del tempo, JoJo si è irrobustito e si è avvicinato sempre di più alla porta, diventando una vera e propria seconda punta. E partendo dall’assunto che Mancini vorrebbe un’Inter schierata con il 4-2-3-1 o il 4-3-3, c’è il rischio che il diretto interessato sia meno compatibile del rivale Salah in questi moduli. Falso problema, perché Jovetic sarebbe ancora in grado di agire da attaccante esterno in un 4-3-3, meno in un 4-2-3-1 dov’è richiesto uno specialista del ruolo che sappia anche garantire copertura a centrocampo e, soprattutto, tanta corsa (Perisic è il profilo ideale in tal senso, ma è un discorso parallelo). In questo caso, la soluzione tattica che avrebbe in mente Mancini sarebbe quella di impiegare Rodrigo Palacio come esterno nel tridente alle spalle di Mauro Icardi (ruolo già interpretato dall’argentino in passato), con Jovetic utilizzabile, vista la versatilità, o da prima punta o da attaccante alle spalle di Maurito.

Insomma, in attesa di capire chi tra Salah (che vuole l’Inter sin dallo scorso gennaio, durante i primi approcci terminati in un nulla di fatto) e Jovetic vestirà la maglia nerazzurra, le perplessità intorno al giocatore del Manchester City non preoccupano Ausilio e Mancini, convinti di poter sfruttare al meglio le caratteristiche di un giocatore che in Italia ha dimostrato di poter fare la differenza e che chiede solo di rilanciarsi.