Jonathan-Nagatomo tesori “riscoperti”. E l’Inter così si esalta

Li avevano in casa: bastava istruirli. E ora sembrano nuovi. Sono affidabili. C’è tanto Mazzarri nella crescita di Jonathan e Nagatomo. E c’è anche, per quel che riguarda il brasiliano, anche il pungolo della concorrenza, quella che sarebbe potuta essere (Isla è stato vicinissimo) e quella che poi arrivata anche se imberbe (Wallace). Così, WM ha parlato con loro e lavorato sui dettagli: a correre, ogni calciatore è bravo; come e dove correre e con quali tempi, è cosa che t’insegnano oppure no. E WM ha insegnato. Ora i due attaccano gli spazi e rientrano coi modi giusti, ogni azione li vede coinvolti: altra vita, ora.

Ferocia — Mazzarri ha elogiato Johnny e Yuto proprio dopo l’exploit di Catania: “Non credevo facessero così presto a capire cosa voglio da loro. Soprattutto Jonathan ha avuto una crescita importante negli ultimi 15 giorni”. In questo inizio di campionato, nei due è cambiato non solo il bagaglio tattico in più, ma anche l’approccio: Nagatomo l’anno scorso era stato costretto a un lungo infortunio con addio anticipato al campionato post ricaduta (comica) a Trieste. Bene, quel finale da assente ha costruito – assieme agli insegnamenti di WM – il nuovo Nagatomo, feroce e deciso a non perdere più occasioni. L’altra notte, contro il Ghana, ha giocato 91′: oggi sarà alla Pinetina.

Sento fiducia — E poi, ecco Jonathan. Alla fine del campionato scorso ci fu la prima, parziale, metamorfosi: questione di fiducia, di sentirsi importante e coinvolto. Sensazioni che Mazzarri gli ha poi rinnovato in uno di quei colloqui individuali fatti prima del ritiro. “Magari mancava un po’ di fiducia, ma ora c’è – ha detto a Sportmediaset -. Se questa svolta è merito di Mazzarri? Credo un po’ si: nel colloquio che abbiamo avuto mi ha dimostrato che è un uomo vero, che fa giocare quello che sta meglio. La sua fiducia è importantissima per me. E poi parla tantissimo con tutti noi”. Si cambia anche così: con qualcuno che ti martella, per tattica e a colpi di fiducia. “Lui non si accontenta mai” ha poi detto Cicero di Mazzarri. Ed è un complimento.

Gol e assist — Resta il fatto che – in attesa di Wallace, di un Pereira che ancora non convince e di Zanetti che rientrerà a novembre – ecco loro, alti entrambi 1,70 (recita il sito inter.it) e che però si sono travestiti da giganti. Le prime tre gare dell’anno lo dimostrano: con il Cittadella, Jonathan segna di testa; contro il Genoa, cross di Jonathan, gol di Nagatomo; a Catania, dribbling bruciante di Cicero e assist per Palacio, quindi il 2-0 di Nagatomo, ad ora capocannoniere col Trenza nell’Inter attuale. Sorprendentemente giganti.

Fonte: Gazzetta dello Sport