Jonathan, da epurato a garanzia di affidabilità

Non è quasi magia, ma qualcosa di speciale c’è. La metamorfosi di Jonathan Cicero Moreira sorprende partita dopo partita, al punto da non dover neanche più suscitare certe reazioni entusiastiche. Eppure il brasiliano ex Cruzeiro continua a sorprendere. Domenica sera al Dall’Ara è stato il migliore in campo, e non è la prima volta che accade in questa stagione. Gol a parte (il terzo da inizio stagione, compresi due autogol provocati contro il Verona e il Livorno, a cui si aggiungono 3 assist), è la continuità nelle prestazioni che ha riportato in auge un giocatore già considerato inadatto all’Inter e più in sintonia con ambienti di provincia come Parma.

Lui però non ha mai accettato questa etichetta, è arrivato in nerazzurro nell’estate 2011 con i crismi di miglior laterale del Brasilerao e doveva dimostrare di meritarsi la chance nerazzurra. Fallita la prima stagione (Maicon, più che un diretto concorrente per il ruolo, era una montagna carismatica da scalare), transitato dall’Emilia dove si è rigenerato e tornato col contagocce sotto Stramaccioni, con l’arrivo di Mazzarri da elemento di troppo si è rivelato una miniera d’oro per il tecnico di San Vincenzo, che già ne apprezzava le doti. È soprattutto merito suo se un calciatore come Jonathan si è conquistato uno spazio significativo con l’Inter della ricostruzione, una stagione delicatissima alla luce del recente nono posto e degli stravolgimenti societari.

Non a caso, le parole di WM nel commentare la rinascita di Jonathan sono significative: “Mi piaceva come caratteristiche ma finché non alleni certi giocatori non sai cosa possono fare. Ho visto le sue doti in allenamento, gli ho trasmesso tante sicurezze e lui ha fatto il resto. Se credo in certi giocatori ci lavoro tatticamente ma anche psicologicamente”. Ha fatto un buon lavoro, Mazzarri, perché se il brasiliano è tra i migliori laterali del campionato italiano è anche merito suo. Lo ha spremuto in estate, lo ha convinto di poter fare la differenza, lo ha riportato sui binari sperati e oggi i 5,5 milioni investiti dall’Inter per lui hanno il profumo di affare. È servita pazienza, ma ora qualche frutto è maturo per essere colto.

Se si pensa allo scorso 6 gennaio, a Udine (l’Inter di Stramaccioni sconfitta 0-3), quando Jonathan è diventato il bersaglio dei tifosi soprattutto sul web a causa di un gol fallito quasi a porta vuota, ne sono cambiate di cose. Il nuovo corso ha rigenerato molti giocatori reduci da una stagione disastrosa e il 27enne di Conselheiro Lafaiete è il manifesto di questo ribaltone. La prestazione di Bologna è una delle tante positive che ha sfornato in questo torneo: dribbling, cross, finezze, tanta corsa e abnegazione, tutte doti che il suo allenatore si aspetta dal proprio esterno. E se a questo si aggiunge un senso del gol inaspettato, il gioco è fatto.

Il diretto interessato, dopotutto, non ha mai negato i meriti di chi lo sta guidando in questa crescita e anche domenica sera lo ha ribadito: “Sento molta più fiducia, il mister oggi mi ha chiamato, ha detto che puntava su di me, sulle mie qualità, mi voleva anche a Napoli e di non preoccuparmi se sbagliavo”. Fattore psicologico, dunque, quello che inizialmente ha frenato Jonathan e lo ha messo alla berlina mediatica con l’etichetta di acquisto flop da parte dell’Inter. Uno spunto per puntare il dito, senza attendere controprove, nei confronti di Branca e Ausilio, che dopo qualche mese non sembra proprio abbiano preso una cantonata prelevandolo dal Cruzeiro. Per gennaio già si parla di rinforzare le corsie esterne, ma non è così scontato che il brasiliano rischi il posto nell’undici titolare, anzi. A suon di prestazioni convincenti, si è guadagnato la fiducia di tutto l’ambiente e in Brasile, statistiche alla mano, lo mettono in competizione con mostri sacri come Maicon e Dani Alves.

Qualche mese fa neanche lui, che comunque non si è mai abbattuto, avrebbe sperato di ricevere tanti elogi. Ora non gli resta che proseguire su questo trend, guidato da un tecnico che ha saputo recuperarne le doti migliori e convincerlo di essere tra i migliori nel suo ruolo. I tifosi sono con lui, quelli che lo insultavano o schernivano si sono ricreduti e hanno cambiato idea. I commenti sarcastici e ironici sul suo conto sono diventati convinti e la fiducia non gli manca. La situazione ideale per fare sempre meglio. Nessuna magia, solo il vero Jonathan.

Fonte: fcinternews.it