L’investitura di Jovetic: “Inter tra le prime 7-8 squadre al mondo”

Pur non riuscendo ad esprimere un gioco di squadra convincente, l’Inter è in piena lotta per lo Scudetto. I nerazzurri sono secondi in classifica al pari di Napoli e Fiorentina e a due punti dalla Roma capolista, che ospiterà a San Siro sabato sera.

Tra le fila meneghine dovrebbe tornare dal primo minuto Stevan Jovetic che, ai microfoni di ‘Inter Channel’, dimostra di aspettare con ansia il confronto: “Con la Roma sarà una gara bellissima, loro giocano bene. Io ho amici lì che sarà bello da affrontare, come Dzeko e Pjanic. Non vedo l’ora. Speriamo che Pjanic buchi la partita”.

L’attaccante montenegrino si aspetta una grande cornice di pubblico, con i tifosi che devono dare la spinta in più alla squadra: “E’ bellissimo giocare in un San Siro pieno, noi con i risultati dobbiamo riportare i tifosi allo stadio”.

Poi l’investitura: “L’Inter è una delle 7-8 squadre più forti al mondo, conosco la storia del club e volevo farne parte. Ho notato subito che era qualcosa di speciale”.

Il montenegrino non sente il peso della ’10’: “Non ci faccio caso, io ho avuto diversi numeri, quando è andato via Kovacic l’ho preso perché mi faceva piacere. Poi ognuno deve fare il suo, siamo tutti capitani. Io ho come obiettivo quello di fare 20 goal. E’ comunque importante avere tanti giocatori che fanno goal, la Juventus in questi anni ha vinto anche grazie a questo”.

Jovetic, inoltre, non nasconde che fino a questo momento non è ancora riuscito ad esprimersi al meglio delle proprie potenzialità: “Questo sarà un campionato molto divertente. Io posso fare molto di più e lo farò. Da quando mi sono fatto male al ginocchio sono cresciuto molto ed ho imparato tante cose. Ogni tanto capita in campo che gli avversari mi dicano qualcosa di poco carino, ma io mi concentro solamente sulla mia persona e sono convinto che se gioco bene non ce n’è per nessuno”.

E sul sogno Scudetto, guai a nascondersi: “Io ci ho sempre creduto, così come tutti gli altri. Non parliamo di questo perché è presto, ma ci crediamo tutti. Sono venuto qua per vincere. Nel campionato italiano si gioca per non perdere, in Inghilterra per vincere: l’aspetto tattico qui è fondamentale. Giocare in Inghilterra era più facile per me, i difensori italiani invece sono più furbi”.